Forza Italia

Il partito Forza Italia è stato creato da Silvio Berlusconi nel 1993 per presentarsi per la prima volta alle elezioni politiche del 1994, che vinse con grande sorpresa dei suoi concorrenti dell’epoca. Questo partito è stato poi rimpiazzato dal PDL o Popolo della Libertà nel 2009, per poi ritornare nel 2013. Nel 2009 esso infatti confluì, insieme ad Alleanza Nazionale, nel PDL, una coalizione che vedeva comunque in Silvio Berlusconi la figura leader.

La discesa in campo

Forte della sua popolarità come imprenditore nel campo della comunicazione e come presidente del Milan, di potenzialità economiche molto superiori rispetto ad altri concorrenti, e approfittando della crisi politica dovuta a Tangentopoli, Silvio Berlusconi decise di “scendere in campo” (così come usava dire egli stesso) con l’idea di offrire ai cittadini un’alternativa valida ai movimenti di centrosinistra che avrebbero dovuto dominare l’era post DC.

I suoi cavalli di battaglia iniziali (e non solo) nella propaganda furono la riduzione delle tasse e la lotta alla disoccupazione. Sfruttando il possedimento di 3 canali televisivi di primo livello, Silvio Berlusconi riuscì a far aumentare la sua popolarità politica in modo esponenziale e in brevissimo tempo, cosa che fece discutere non poco l’opinione pubblica nazionale e internazionale.

Nel 1994, Silvio Berlusconi vinse le elezioni ma nel 1995 dovette dare le dimissioni per problemi interni alla sua stessa coalizione, soprattutto per la parte della Lega Nord, imbarazzata sempre più dai problemi di Berlusconi con la legge.

Berlusconi 2, il ritorno

Sebbene la saga delle vicende politiche di Berlusconi veda molti “capitoli”, il ritorno di Berlusconi al governo nel 2001 segnò la politica italiana in modo importante. Il suo mandato infatti questa volta durò molto più a lungo, con il governo più longevo della storia della Repubblica Italiana (durò 4 anni e 11 mesi).

A lui successe Romano Prodi, con l’Ulivo, che tuttavia poteva vantare di una maggioranza risicatissima, che in Senato necessitava dei voti dei senatori a vita, anche ultra novantenni. Quest’ultimo tuttavia durò solo 2 anni e gli succedette ancora Silvio Berlusconi, stavolta con il Popolo della Libertà, che governò dal 2008 al 2011, anno in cui Berlusconi diede le dimissioni per la maturazione di una crisi economica senza precedenti nella Repubblica. La crisi economica, va ricordato, colpì tutto il mondo, Italia inclusa.

La crisi, il ritorno bis e la sfiducia

Il Popolo della Libertà vide nel corso degli anni maturare una crisi, prima con l’uscita di Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale (partito che fece confluire nel PDL milioni di elettori) e successivamente di tanti altri. Negli anni, Berlusconi ha perso forti alleati e persino membri interni del proprio partito, come ad esempio Angelino Alfano.

La resistenza di alcuni fedelissimi, le capacità comunicative e i tanti simpatizzanti, gli hanno fatto ottenere il “secondo posto” alle elezioni politiche del 2013, poco dopo la coalizione guidata da Bersani.

Successivamente, la disgregazione del partito, tornato ad essere solo Forza Italia, unito alla sfiducia del proprio elettorato e il passaggio di parte di esso tra i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle, ha portato la potenza politica di Berlusconi a livelli molto più blandi rispetto al passato.