CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

RAPPORTO ANNUALE

DI ATTIVITA’ 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indice

 

Prefazione di Marco Filippeschi, Presidente del CAL

 

1. Introduzione

 

2. La partecipazione del Consiglio delle autonomie locali all’iter decisionale del Consiglio regionale

 2.1  I dati dell’attività istituzionale

 2.2  I pareri con raccomandazioni

 2.3  I pareri integralmente favorevoli

 2.4  Verifica dell’esito dei pareri

 

3. Ulteriori funzioni svolte dal CAL

 

3.1  Nomine e designazioni di competenza del CAL

3.2  Il rapporto di collaborazione tra la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per la  Toscana e il Consiglio delle Autonomie locali

    3.2.1   Le  richieste inoltrate nell’anno 2010

 

4. Attività di comunicazione ed informazione

4.1 Il sito web

4.2 Le pubblicazione

4.3 Le rassegne ed i convegni

 

 

5.  Appendice

 

Composizione del CAL

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PREFAZIONE

 

 

L’attività svolta dal Consiglio delle autonomie nel 2010, pur riproponendo i tradizionali aspetti di fondo che ne hanno caratterizzato fin dalla sua istituzione le funzioni, è stata fortemente segnata dalla fine della VIII legislatura. La pausa necessaria alla rielezione del Consiglio e della Giunta  regionale, ha inciso in maniera considerevole sul numero delle sedute del CAL e sul numero degli atti sottoposti al suo parere. A fronte delle 9 sedute e dei 73 pareri richiesti nel 2009, il CAL si è riunito nel 2010 in 6 occasioni per esaminare 25 provvedimenti. La media dei provvedimenti esaminati per ogni seduta è così scesa della metà: da oltre gli 8 nel 2009 a poco più di 4 nel 2010.

 

L’attività consultiva, coerentemente con le funzioni dalla legge istitutiva e dallo statuto del 2005, resta tuttavia ancora il settore di maggiore impegno del CAL. Occorre infatti considerare le numerose riunioni in sede di tavolo di concertazione Giunta-associazioni degli enti locali, cui il Consiglio delle autonomie partecipa, e nelle quali si definisce l’orientamento del sistema delle autonomie locali sui singoli provvedimenti. Orientamento che costituisce un punto di riferimento essenziale per le successive pronunce del CAL.

 

Nell’iter di formazione del parere, inoltre, sempre più in rilievo si pone il rapporto che si è andato progressivamente sviluppando tra CAL e Commissioni consiliari. Le richieste di incontro con le Commissioni competenti hanno avuto lo scopo di approfondire gli aspetti più controversi di alcuni specifici provvedimenti, di esporre compiutamente osservazioni di merito e trovare, nel confronto, i possibili punti di intesa. Incontri, che nella loro valenza istituzionale, hanno costituito un passaggio intermedio fra gli esiti risultanti dalla concertazione, l’esame del provvedimento da parte del CAL e l’espressione conclusiva del parere, a sottolineare come, nelle relazioni tra organi consiliari e Consiglio delle autonomie, emerga la volontà di dialogo e di collaborazione, ma anche lo sforzo di quest’ultimo di legittimarsi compiutamente quale interlocutore politico-istituzionale della Regione.

 

Del resto l’ampio dibattito tenutosi in occasione della seduta congiunta con il Consiglio regionale del settembre 2010 pose l’accento proprio su questa necessità. Ora, le norme con le quali si affidano ulteriori e importanti funzioni al CAL, contenute nella recente pdl sul riordino delle autonomie locali in Toscana, si muovono, ci sembra, proprio in questa direzione. E nella stessa direzione è orientata la riflessione sul sistema della concertazione, in vista di una riconsiderazione complessiva delle forme e delle modalità del suo esercizio, alla luce delle esperienze e delle criticità rilevate nel corso degli anni. Nell’intesa sottoscritta il 20 settembre 2010 dalla Giunta regionale con ANCI, UPI e UNCEM è stato deciso di attivare il tavolo di concertazione solo sugli atti più rilevanti, riservando a tutti quelli di minore impatto le procedure abbreviate previste dagli artt. 13 e 14 del protocollo per la concertazione istituzionale, mentre per le deliberazioni della Giunta regionale considerate di minore importanza si procederà solamente ad una informazione preventiva, in tal modo sfoltendo considerevolmente il numero di provvedimenti sottoposti alle procedure concertative. Al CAL resta invece l’insieme degli atti di interesse degli enti locali che, ai sensi dell’art. 66 dello statuto e della legge 36/2000, ad esso sono trasmessi per l’espressione del parere di competenza.

 

Trovano conferma, anche per il 2010, le considerazioni svolte nei precedenti rapporti circa la tenuta di un sistema di relazioni tra Regione e enti locali caratterizzato da cooperazione, collaborazione, condivisione di politiche e programmi. Sui 25 atti esaminati dal CAL non vi è stata nessuna pronuncia contraria e neppure sono stati espressi pareri sottoposti a condizione. Tuttavia non possiamo ritenere irreversibile questo dato o, quantomeno, non possiamo realisticamente pensare che tale sintonia non possa essere sottoposta nel prossimo futuro a tensioni anche laceranti. Segnali in questo senso possono emergere a seguito delle misure restrittive conseguenti alle manovre finanziarie del Governo, o a seguito delle ipotesi di ridisegno dell’architettura istituzionale nella Regione, ovvero in conseguenza di impegnative scelte su opere di elevato valore strategico. Qualche campanello di allarme in questo senso è già suonato. Certo è che se, in una fase di restrizione delle risorse, più difficile risulterà tenere unita la composita e complessa realtà territoriale, impensabile sarebbe rinunciare a quei rapporti di collaborazione/integrazione fra Regione e sistema delle autonomie che hanno caratterizzato l’identità politica della Toscana e dato vita ad una governance che ha prodotto importanti risultati sul piano dello sviluppo economico e della coesione sociale.

 

La complessità dei problemi cui devono far fronte gli enti locali in questa difficile congiuntura economica, trova prevedibile riscontro nel crescente numero di richieste di parere inoltrate alla Sezione regionale della Corte dei conti, per il tramite del CAL. I quesiti inerenti la gestione del bilancio, il trattamento del personale, la partecipazione nelle aziende di servizi pubblici, mettono in evidenza una generale difficoltà nell’interpretazione di norme spesso ridondanti e una sostanziale incertezza nella loro corretta applicazione. E il costante richiamo alla semplificazione amministrativa, che su ogni provvedimento gli enti locali reclamano, in coerenza con quanto disposto dalla l.r. 40/2009, non altro sta a significare se non la consapevolezza di chi governa i territori che con procedure più semplici si determineranno minori oneri per Province, Comuni, Comunità montane e Unioni di comuni, rendendo più efficiente il lavoro delle amministrazioni e garantendo al tempo stesso quei principi di trasparenza e di pubblicità che sono iscritti nello statuto della Regione quali principi di semplicità dei rapporti tra cittadini, imprese e istituzioni a tutti i livelli.

 

Una nota di forte preoccupazione riguarda il drastico taglio di fondi per l’attività del CAL. Si sta parlando di una riduzione di oltre l’80 per cento dei capitoli di bilancio assegnati nel 2011 per le funzioni istituzionali, riduzione che di fatto azzera ogni possibilità di promuovere iniziative. A questo proposito, pur condividendo la necessità di una drastica, ma selettiva, riduzione della spesa pubblica, vorrei far osservare che le imminenti scadenze che investiranno gli enti locali (e cito per tutte l’approvazione della Carta delle autonomie e il varo del federalismo fiscale con l’emanazione dei decreti legislativi attuativi della delega di cui alla l. 42/2009), chiameranno anche i Consigli delle autonomie locali a cimentarsi con nuovi e più puntuali compiti rispetto ai quali dovranno dimostrare di essere all’altezza.

 

In particolare nel confronto Regioni-enti locali si dovranno individuare e garantire nuovi equilibri in una dialettica istituzionale che garantisca l’effettiva attuazione del principio di sussidiarietà in relazione alla distribuzione delle risorse, al rapporto tra entrate proprie e fiscalità regionale e a quanto, su queste, incideranno le leggi regionali. Si aprono dunque nuove prospettive di lavoro e nuovi spazi di intervento nei quali il CAL potrebbe inserirsi con l’autorevolezza della sua rappresentatività, acquisendo un profilo e un’identità maggiormente definiti.

 

In questo percorso, reso obbligato dai processi in atto, i cui esiti dipendono tuttavia da scelte ancora da compiere, un passaggio importante riguarda il superamento della frammentarietà con cui i CAL, hanno operato. I contatti mai interrotti con le altre Regioni si sono concretizzati, nel giugno di quest’anno, su nostra iniziativa, nella costituzione del Coordinamento nazionale dei CAL e proprio al Consiglio delle autonomie della Toscana, nella figura del suo Presidente, è toccato l’onore di esserne stato eletto coordinatore.

 

Un segnale positivo, un traguardo raggiunto che, nel panorama generale nel quale ci troviamo, certamente poco confortante, lascia ancora qualche margine di ottimismo per il futuro di questo nostro istituto.

 

                                                                                                   Marco Filippeschi
                                                                                                  Presidente del CAL

 

 

 

 

 

1. Introduzione

 

Un’introduzione deve essere concisa poiché suo scopo è presentare il contenuto del testo che, appunto, si limita a introdurre. Questo l’intento…

 

Il Consiglio delle autonomie locali, disciplinato a livello regionale dall’art. 66 dello Statuto e dalla legge regionale 21 marzo 2000, n. 36, ha svolto nel 2010 le proprie attività istituzionali e non come illustrate ed analizzate dal presente Rapporto:

 

1) funzione consultiva, attribuita prima ancora che dai singoli statuti regionali dall’art. 123 Cost., quale fondamentale e necessario raccordo tra Regione ed enti locali alla luce e in conseguenza del principio di sussidiarietà, a cui è dedicato l’ampio ed esaustivo capitolo II, redatto a cura di Paolo Cappelletto, nel quale sono esaminati i principali pareri obbligatori formulati nel corso dell’anno in ordine alle proposte di legge, alle deliberazioni ed alle risoluzioni sottoposte all’esame delle commissioni consiliari, di interesse per gli enti locali, ed, infine, alle proposte di regolamento della Giunta Regionale. Se nel 2010 vi è stata una riduzione di tale attività, dovuta esclusivamente alle elezioni regionali e al conseguente momento di stasi, da rilevare che non vi è stato alcun parere contrario o condizionato ma solo pareri favorevoli o con raccomandazioni per altro molte volte accolte, totalmente o parzialmente, nell’iter decisionale del provvedimento rimesso al Consiglio od alla Giunta regionale;

 

2) attività di nomina e designazione, prevista in modo esclusivo nel panorama regionale italiano dallo Statuto toscano, di competenza del sistema degli enti locali di suoi rappresentanti negli organismi regionali, alla quale è dedicato il paragrafo 1 del capitolo III, redatto a cura di Gemma Favilli;

 

3) attività di collaborazione con la Corte dei Conti come previsto dall’art.7, comma 8, della legge n. 131/2003 che ha giustamente individuato nel CAL l’intermediario tra gli enti locali e la Sezione regionale di controllo per l’attivazione di una nuova forma di consulenza in materia di contabilità pubblica, alla quale sono dedicati i paragrafi 2 e 3 del capitolo III, redatti anch’essi da Gemma Favilli. Diversamente dagli anni passati, invece di procedere a un’elencazione dei pareri richiesti dagli enti locali ed espressi dalla suprema magistratura di controllo, che comunque possono essere facilmente reperiti sui siti internet del CAL e della Sezione regionale di controllo toscana, si è preferito:

- indicare gli enti locali richiedenti alla luce del dato dei residenti, da cui emerge che soprattutto i piccoli e medio piccoli Comuni “avvertono” la necessità di avvalersi della funzione consultiva della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, quasi ad indicare un ulteriore elemento di “sofferenza” degli stessi oltre agli altri individuati nel corso del capitolo II del presente Rapporto;

- raggruppare i pareri richiesti per principali tematiche di riferimento, dalle quali si evince che le problematiche connesse alla gestione del personale sono quelle maggiormente sentite;

 

4) attività di comunicazione ed informazione alla quale è dedicato il capitolo IV ed in cui, oltre a ricordare l’ormai storico sito internet, sono illustrate le attività di studio, ricerca ed informazione, con particolare riferimento all’attività di approfondimento di temi attuali e rilevanti per il sistema degli enti locali svolta attraverso convegni ed altre iniziative.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. La partecipazione del Consiglio delle autonomie locali all’iter decisionale del Consiglio regionale.

 

2.1 I DATI DELL’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE

 

La convocazione, ai sensi dell’art. 67 dello Statuto, della seduta congiunta con il Consiglio regionale è stato, nel settembre 2010, uno dei primi atti della nuova legislatura. Fatto significativo, che ha consentito di rilanciare un percorso di lavoro comune. Le relazioni e il dibattito sull’ordine del giorno: “La riforma federalista: regioni ed enti locali alla prova. Verso un sistema integrato delle autonomie” hanno unanimemente sottolineato la necessità di procedere sulla strada del federalismo assicurando la massima integrazione tra i diversi livelli delle istituzioni presenti sul territorio, in quello spirito di collaborazione e di partecipazione alle scelte fondamentali di governo che costituisce patrimonio della tradizione politica e istituzionale della Toscana.

 

L’attività del CAL nel 2010 è stata condizionata dalle elezioni regionali. La pausa dovuta allo scioglimento del Consiglio e alla sua ricomposizione ha ridotto considerevolmente gli atti sottoposti al parere del CAL.

 

Nelle 6 sedute svolte nel corso del 2010 sono stati esaminati complessivamente 25 provvedimenti sui quali il CAL ha espresso altrettanti pareri obbligatori. Di questi, 10 hanno riguardato proposte di legge e 14 erano relativi a proposte di regolamento. Il CAL si è anche pronunciato su una proposta di risoluzione.

 

Delle proposte di legge esaminate 8 erano di iniziativa della Giunta regionale, le restanti 2 di iniziativa consiliare.

 

Nei 25 atti sottoposti ad esame la pronuncia ha avuto esito integralmente favorevole in 17 casi; nei restanti 8 il parere favorevole è stato accompagnato da raccomandazioni. In tutti e 25 i provvedimenti esaminati il parere è stato espresso con voto unanime dei presenti, a conferma del rapporto collaborativo tradizionalmente esistente tra Regione e sistema delle autonomie, al di là degli schieramenti politici e della dialettica maggioranza-opposizione, rapporto cui contribuisce, con le considerazioni svolte in premessa, anche il metodo della concertazione istituzionale.

 

Se guardiamo alle materie oggetto dei pareri, osserviamo che quella con più ricorrenze è bilancio e riforme istituzionali con 7 provvedimenti esaminati (1 regolamento, 1 risoluzione e 5 proposte di legge), segue l’ambiente e energia con 5 provvedimenti (3 regolamenti e 2 proposte di legge), l’agricoltura con 4 (3 regolamenti e 1 proposta di legge), il welfare e la casa con 3 (1 regolamento e 2 proposte di legge), la sanità con 2 (entrambe regolamenti) e 1 ciascuno i settori infrastrutture e mobilità, urbanistica e territorio, scuola e ricerca, attività internazionali.

 

 

2.2 I pareri con raccomandazioni

 

I contenuti delle raccomandazioni sono riferiti essenzialmente alle risorse da destinare alle attività di competenza degli enti locali e all’assetto ordinamentale su cui intervengono le norme regionali.

 

Degli 8 pareri favorevoli con raccomandazioni 5 sono relativi a proposte di legge, 2 a proposte di regolamento, 1 a una proposta di risoluzione.

 

Nella proposta di deliberazione n. 9 “Regolamento di attuazione dell’art. 11 della L.R. 16 giugno 2008, n. 36 (Disciplina dell’attività di trasporto di viaggiatori effettuata mediante noleggio di autobus con conducente)” con la quale si definivano le modalità del rilascio dell’autorizzazione all’esercizio del servizio da parte delle Province, le modalità e le procedure relative al  controllo cui esse debbono provvedere, nonché la tenuta del registro regionale delle imprese esercenti attività di trasporto di viaggiatori mediante noleggio di autobus con conducente, il parere del CAL sottolinea, quali raccomandazioni, l’eliminazione della discrezionalità implicita in alcune norme dell’articolato al fine di non consentire comportamenti diversi da parte sia dei soggetti che si rapportano con le Province, sia delle Province che si rapportano con la Regione, laddove parrebbe invece auspicabile una prescrizione che dia certezza di comportamenti uniformi; nonché la previsione di una fase transitoria che consenta ai Comuni di poter organizzare la propria attività in ottemperanza a quanto disposto dalla nuova disciplina. Le raccomandazioni sono state accolte dalla Giunta regionale che ha provveduto a modificare, nelle parti indicate, la proposta di regolamento.

 

Analogamente, la proposta di deliberazione n. 1176 “Modifiche del Regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 9 febbraio 2007, n. 5/R (regolamento di attuazione del Titolo V, capo III ‘il territorio rurale’ della l.r. 3 gennaio 2005, n. 1 ‘Norme per il governo del territorio’) che completa la revisione della disciplina regionale sull’edificabilità nelle zone rurali attraverso una serie di disposizioni tra cui: l’abrogazione del riferimento al solo imprenditore agricolo professionale quale titolare esclusivo della richiesta di nuovi edifici abitativi, allargando così tale possibilità ai familiari coadiuvanti l’imprenditore agricolo e agli addetti a tempo indeterminato impegnati nell’attività agricola; la previsione di criteri di semplificazione amministrativa e procedurale circa il programma aziendale pluriennale e l’introduzione della dichiarazione unica aziendale (DUA) come modalità di presentazione del programma stesso. Sempre nella stessa proposta di modifica del regolamento vengono inoltre ridefinite le condizioni per la costruzione di nuovi annessi agricoli, manufatti precari e serre anche riferiti a soggetti diversi dagli imprenditori agricoli; si disciplinano le nuove modalità di presentazione (al comune o ai comuni competenti per territorio), di approvazione (entro 120 giorni) e di gestione del programma aziendale, nonché gli interventi di sistemazione ambientale correlati al mutamento della destinazione d’uso agricola di edifici ricadenti sul territorio comunale. In un settore così delicato per le strette connessioni esistenti tra sostegno alle attività produttive e tutela del territorio, il parere favorevole espresso si completa con alcune osservazioni, già frutto di approfondimenti in sede di tavolo di concertazione istituzionale, volte a semplificare i procedimenti amministrativi e a rendere più chiaro l’ambito di autonome competenze da parte del Comune. Nelle raccomandazioni, parzialmente accolte dalla Giunta regionale, si richiede infatti di consentire una maggiore autonomia ai Comuni in materia di annessi agricoli; di valutare l’opportunità di non porre eccessive limitazioni alla costruzione di serre; di considerare la possibilità di far gestire la dichiarazione unica aziendale ai SUAP; di potenziare anche con investimenti in risorse umane economiche e tecnologiche il sistema informativo costituito dall’anagrafe delle aziende agricole.

 

Di particolare significato la proposta di risoluzione n. 7 “Documento di programmazione economica e finanziaria per l’esercizio 2011”, attorno alla quale inizia un dibattito che impegnerà assiduamente la Giunta regionale e l’intero sistema delle autonomie locali e che troverà un punto di sintesi con l’approvazione della legge finanziaria per l’anno 2011. Nella proposta di DPEF si indicano tra le aree di intervento su cui dovranno svilupparsi le azioni prioritarie, quella della governance ed efficienza della pubblica amministrazione. A tale scopo in particolare si prevede: di proseguire nella positiva esperienza di dare vita ad un patto di stabilità territoriale con l’obiettivo di rispondere alle specificità locali e premiare la capacità di effettuare investimenti, mantenendo l’obiettivo di contenimento della spesa a livello aggregato che veda coinvolte tutte le pubbliche amministrazioni toscane, di procedere con le riforme dei servizi pubblici locali, l’innovazione istituzionale, attraverso l’aggregazione degli enti locali con l’obiettivo di ricondurre lo svolgimento efficace ed efficiente di funzioni al giusto livello territoriale, semplificando i ruoli della Regione, degli enti locali e delle istituzioni intermedie, eliminando le sovrapposizioni di competenze, con le conseguenti sinergie economiche. In tale contesto, saranno agevolati i processi aggregativi dei Comuni e delle Province, l’esercizio associato di funzioni, le esperienze di unità dell’amministrazione che portano efficienza e qualità e si muovono verso la modernizzazione amministrativa, favorendo la nascita di Unioni di comuni, con il superamento della pluralità di soggetti intermedi oggi esistenti e prevedendo la soppressione delle Comunità montane. Sullo stesso registro, saranno favorite le esperienze, già in corso, di esercizio congiunto delle funzioni da parte delle Province. L’obiettivo è quello di costruire in Toscana le istituzioni della sussidiarietà, mediante la valorizzazione dei Comuni e delle Unioni di comuni, come soggetto associativo unico sub provinciale e delle Province e delle loro forme associative. La Regione rafforzerà la scelta delle politiche in favore delle aree vaste, costruendo strumenti per l’esercizio di funzioni a questa scala e perseguirà in particolare l’obiettivo di unificare le istituzioni provinciali dell’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia. Ma nel DPEF si sottolineano anche le difficoltà cui andranno incontro i bilanci della Regione e degli enti locali a seguito della manovra finanziaria del Governo. Più precisamente le stime indicano per la Regione Toscana un taglio dei trasferimenti dell’ordine di 320 milioni per il 2011 e di circa 360 per il 2012 e anni seguenti, equivalenti all’intero ammontare delle risorse ex-Bassanini al quale si aggiungerebbe un ulteriore taglio per il 2012 di 40 milioni a valere sulle risorse vincolate. Per il 2011 il previsto taglio di 320 milioni sarebbe pari a circa il 60% di tutta la disponibilità di spesa corrente della Regione Toscana in termini di politiche settoriali, al netto della spesa sanitaria e di funzionamento, taglio che incide profondamente e direttamente sugli enti locali considerando che della spesa corrente circa il 70% è oggetto di trasferimento agli stessi, sui quali interviene una ulteriore riduzione dei trasferimenti dallo stato di altri 150 milioni. A fronte di una congiuntura così complessa per le ricadute sul sistema economico e sociale della regione e per la ridefinizione, anche all’interno del nostro territorio, di nuovi assetti istituzionali, pur apprezzando lo sforzo compiuto dalla Regione nel trovare soluzioni adeguate il CAL ha ritenuto, nell’esprimere il proprio parere, che sarebbe stato necessario un confronto più approfondito e articolato con le autonomie locali. I due incontri svolti, al Tavolo di concertazione istituzionale e al Tavolo di concertazione generale, non sono sembrati sufficienti per esaminare la complessità dei problemi che si apriranno nei prossimi mesi e nei prossimi anni. In particolare per ciò che riguarda le realtà di minori dimensioni, esposte più di altre alla paralisi organizzativa e al collasso amministrativo. A riguardo si rende indispensabile una complessiva riflessione sul metodo della concertazione, per come è disciplinata e attuata in Toscana, rivolgendo la massima attenzione, piuttosto che al rispetto delle formalità, alla sostanza dei problemi che la crisi acuisce e che richiedono certezza di risultati e rapidità di risposte. Quindi, pur esprimendo un parere favorevole, il CAL chiede alla Giunta di introdurre nel testo un riferimento alle particolari difficoltà in cui si trovano le realtà amministrative locali di più piccole dimensioni con specifico riguardo ai Comuni della montagna e, soprattutto, di correggere il termine “soppressione” delle Comunità montane con il termine “superamento” delle Comunità montane, quale punto di arrivo di un percorso partecipato e condiviso fra tra tutti i soggetti istituzionali ai quali la Costituzione conferisce la funzione di promuovere e tutelare il territorio montano. Su questo specifico aspetto la Giunta ha ritenuto di dover accogliere i rilievi avanzati dal CAL, oltre che dalle associazioni degli enti locali interessate, in particolare l’UNCEM, togliendo dal testo il riferimento alla soppressione e esprimendosi a favore di un graduale superamento offrendo così implicitamente un giudizio complessivamente positivo che si è voluto dare all’esperienza delle Comunità montane.

 

Con la proposta di legge n. 11 “Norme sull’iniziativa popolare delle leggi” di iniziativa dell’Ufficio di presidenza resa necessaria dalle nuove previsioni statutarie, è stato definito un procedimento agevolato per la presentazione all’assemblea regionale di proposte di legge elaborate e sottoscritte dai cittadini (cinquemila elettori della regione) e si è data facoltà agli enti locali (almeno tre Consigli comunali, ciascun Consiglio provinciale, la Città metropolitana e il Consiglio delle autonomie locali) di presentare proprie proposte di legge. La proposta di legge assegna, inoltre, al Presidente del Consiglio regionale la pronuncia di improcedibilità sia delle proposte di legge di iniziativa degli elettori, sia delle proposte di legge di iniziativa dei Consigli comunali, provinciali e del Consiglio delle autonomie locali sulla base di un’istruttoria tecnica compiuta dagli uffici consiliari sentito l’Ufficio di presidenza del Consiglio, ed è previsto che la proposta di legge dichiarata procedibile sia portata all’esame del Consiglio regionale, che la vota non oltre nove mesi dalla presentazione, mentre gli eventuali emendamenti proposti dalla Commissione consiliare referente siano trasmessi separatamente. Il parere favorevole espresso, senza che vi sia stata concertazione al Tavolo istituzionale, contiene due raccomandazioni peraltro recepite solo parzialmente nel testo approvato dal Consiglio regionale, divenuto l.r. 51/2010. Il CAL invitava il Consiglio regionale a reinserire tra i soggetti titolari dell’iniziativa popolare le Comunità montane ad oggi esistenti (e nell’eventualità di un loro graduale superamento, i soggetti giuridici che le sostituiranno) e, applicando i criteri di economicità, contenimento e rigore della spesa pubblica, ad abolire il contributo forfettario per le spese di organizzazione stabilito nella misura di un euro per ogni firma raccolta.

 

Significativo il pronunciamento del CAL sulla proposta di legge n. 9 “Disposizioni relative al patto di stabilità territoriale ai sensi dell’articolo 77 ter, comma 11 del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133. Modifiche alla legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Norme generali in materia di tributi regionali)”. Tale proposta di legge ha come presupposto un doppio passaggio di natura concertativa: un’intesa per l’attuazione del “Patto di stabilità territoriale” sottoscritta fra Giunta regionale, ANCI Toscana, UPI Toscana e UNCEM Toscana e un suo ulteriore, successivo perfezionamento al Tavolo di concertazione istituzionale. La proposta di legge disciplina il patto di stabilità territoriale adattando, per gli enti locali, le regole ed i vincoli posti dal legislatore nazionale, laddove prevede che le Province ed i Comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti concorrano alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica e che le Regioni, sulla base dei criteri stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali, possano adattare per gli enti locali le regole ed i vincoli posti dal legislatore nazionale, in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle Regioni stesse. L’obiettivo è spostare il parametro di valutazione formale dai saldi singoli al risultato complessivo territoriale derivante dall’aggregazione dei saldi stessi, in modo da offrire una forma di tutela a quegli enti locali non in grado di adempiere a quanto previsto dalla norma statale e al tempo stesso ottimizzare la capacità di spesa complessiva del sistema regionale. Al fine di garantire contestualmente il pieno utilizzo della capacità finanziaria degli enti locali ed il rispetto dei vincoli di finanza pubblica, la Giunta regionale, con propria deliberazione, ridefinisce gli obiettivi dei singoli enti locali espressi in termini di saldo finanziario di competenza mista. Preliminarmente all’adozione di tale delibera la Giunta promuove, ma solo nei casi previsti dalla proposta di legge, un’intesa con le associazioni rappresentative degli enti locali allo scopo di concordare criteri di rimodulazione dei singoli obiettivi. Al fine di incrementare la capacità di spesa complessiva del sistema territoriale, la Regione può cedere, a favore degli enti locali, ma solo qualora la normativa statale lo consenta, quote del proprio saldo, rideterminando di conseguenza il proprio obiettivo programmatico. Fermo restando quanto previsto dalla normativa statale, si riconosce agli enti che accettano di cedere quote di saldo un beneficio a valere sugli obiettivi del patto di stabilità interno relativo agli anni successivi, mentre gli enti che chiedono quote di saldo dovranno a loro volta “rientrare” nei successivi esercizi. Infine si prevede nella proposta di articolato che la regione, per chi cede quote, preveda ulteriori premialità, quali: l’elevazione dal cinquanta al sessanta per cento delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo in conseguenza della partecipazione dei comuni all’accertamento dell’evasione fiscale, nonché possibili ulteriori forme di incentivazione. In considerazione dell’intenso lavoro svolto al tavolo di concertazione fra giunta e associazioni di rappresentanza, la proposta di legge è licenziata dal CAL con parere favorevole, ma accompagnata da alcune raccomandazioni: si chiede al consiglio regionale di rivedere la parte concernente gli incentivi e sanzioni in base a quanto previsto dall’intesa sottoscritta e successivamente perfezionata al tavolo di concertazione istituzionale tra giunta regionale ANCI Toscana, UPI Toscana e UNCEM Toscana per “L’attuazione del Patto di stabilità territoriale”, e di rivedere la scelta di non attivare l’intesa giunta–associazioni degli enti locali in caso di rimodulazione complessiva inferiore al dieci per cento dell’obiettivo. L’accoglimento solo parziale delle osservazioni del CAL mette, in questa circostanza, bene in evidenza come, nonostante le numerose riunioni in sede sia politica che tecnica, tra Giunta e sistema delle autonomie, la sottoscrizione in due momenti distinti di una intesa sul coordinamento della finanza pubblica locale, sui temi concernenti il bilancio e la disponibilità di risorse da destinare alle politiche territoriali, i margini per raggiungere un equilibrio soddisfacente tra i vari soggetti coinvolti siano davvero esigui.

 

Le raccomandazioni contenute nel parere espresso sulla proposta di legge n. 20  “Modifiche alla l.r. 16/1999 - Raccolta e commercio dei funghi epigei spontanei”, segnalano con più evidenza una divergenza di punti di vista tra Regione e enti locali interessati, motivata, nel caso in specie, da concreti interessi. La proposta di legge, infatti, con la motivazione di semplificare e rendere omogenee su tutto il territorio regionale le norme relative alla raccolta dei funghi epigei spontanei, sostituisce le autorizzazioni personali e turistiche rilasciate, nella disciplina oggetto di modifica, dai Comuni un’autorizzazione unica regionale. Inoltre con le nuove norme si stabilisce che il 100 per cento dei  versamenti effettuati dai cercatori sia introitato nel bilancio regionale e non più incamerato dai Comuni, i quali trattenevano il 10 per cento del totale. Nella proposta di legge si stabilisce che il 90 per cento di tali entrate continua ad essere ripartito dalla Regione tra le Province (20 per cento) e le Comunità montane (80 per cento). Il nuovo testo prevede ancora: la possibilità di richiedere una deroga ai limiti giornalieri di raccolta; la facoltà di introdurre da parte delle Province e delle Comunità montane, nell’ambito dei propri regolamenti, al fine di tutelare meglio l’ecosistema, limitazioni alla raccolta e il rilascio di autorizzazioni in deroga ai limiti di raccolta; il mantenimento delle funzioni autorizzatorie relative alla raccolta riservata e alla raccolta a pagamento in capo alle province e comunità montane. Il parere favorevole è dunque corredato da una serie di raccomandazioni che entrano nel merito delle modifiche apportate e in particolare riguardano l’opportunità da parte del Consiglio di riconsiderare il mancato riconoscimento del dieci per cento delle somme che erano introitate dai Comuni per le autorizzazioni alla raccolta dei funghi rilasciate ai residenti oltre a quelle incamerate per i non residenti in Toscana, in quanto si ritiene che ciò determini un’ingiustificata privazione di fondi ai Comuni in relazione al fatto che tali proventi, destinati ad interventi sul territorio di miglioramento e di tutela dell’ecosistema sono sempre stati considerati una vera e propria risorsa locale. E’, inoltre, sottolineata l’opportunità per i territori di crinale e di confine di rendere omogenee le normative di riferimento, attraverso un’attività di concertazione finalizzata ad evitare contrasti e disparità nello svolgimento della raccolta dei funghi sia, per quanto possibile, in termini di tariffe che di regolamenti e disposizioni locali. Infine, è richiesto nell’ottica di superamento delle Comunità montane di definire già con la nuova disciplina a chi saranno assegnate le somme introitate ad esse destinate, così come previsto dalla stessa proposta di legge. L’esame nella competente Commissione consiliare e successivamente il dibattito in aula, non hanno modificato nel senso indicato dal CAL, il testo della proposta di legge. Le raccomandazioni, anche se, in questo caso particolarmente circostanziate e precise, non hanno trovato accoglienza nelle valutazioni conclusive del legislatore regionale.

 

Il dibattito attorno ai temi della finanza pubblica e alle ricadute sui bilanci delle Regioni dei tagli operati dal decreto legge 78/2010 convertito in legge 122/2010 è proseguito con maggiore intensità quando all’esame del CAL è giunta la pdl n. 35 “Legge finanziaria per l’anno 2011”. Con la l. 122/2010 è stata disposta la riduzione dei trasferimenti erariali relativi all’insieme delle Regioni a statuto ordinario per 4 miliardi di euro sul 2011 e per 4,5 miliardi di euro sul 2012 e successivi. Tale riduzione nel caso della Regione Toscana ammonta a 320 milioni di euro per il 2011 e a 360 milioni di euro dal 2012 in avanti. L’applicazione della manovra governativa ha determinato per gli enti locali l’azzeramento delle risorse cosiddette ex-Bassanini compromettendo l’esercizio delle funzioni fondamentali in materia di trasporto pubblico locale su ferro e su gomma, di viabilità, di ambiente, di incentivi alle imprese, mercato del lavoro, agricoltura, protezione civile; funzioni che la Regione, attraverso un processo di decentramento amministrativo, ha delegato alle Province e ai Comuni. Al confronto che si è immediatamente avviato - attraverso numerosi incontri al Tavolo di concertazione istituzionale e altrettanto numerose riunioni in sede tecnica - con il sistema delle autonomie, la Regione, per far fronte alla nuova situazione ha proceduto prioritariamente riducendo i costi della politica e di funzionamento della propria macchina amministrativa, attraverso risparmi recuperati sulle spese per il personale, per la formazione, per la rappresentanza, senza intervenire sulla sanità, sulle politiche sociali, dell’istruzione, del mercato del lavoro e delle imprese giovanili. Tra le principali misure adottate, aventi come riferimento gli enti locali: la riduzione del dieci per cento dei compensi spettanti agli organi amministrativi delle società partecipate; la soppressione delle agenzie per il turismo (APT); la riforma organica del servizio idrico integrato e di quello di gestione integrata dei rifiuti urbani, finalizzata ad ottimizzarne l’efficacia e l’efficienza con la riduzione del numero degli ATO e la riduzione del numero dei soggetti gestori; le disposizioni di riforma del trasporto pubblico locale al fine di giungere, già a partire dall’anno 2012, ad un rinnovato modello di governo del sistema anche attraverso l’individuazione dell’ambito territoriale ottimale di livello regionale; l’incentivazione delle sole Unioni di comuni, anche facilitando la trasformazione delle Comunità montane in Unioni ritenendosi - queste ultime - più idonee all’esercizio associato di funzioni fondamentali. Il CAL, apprezzando l’impostazione complessiva della manovra finanziaria elaborata dalla Regione, esprime sul provvedimento il proprio parere favorevole. Tuttavia, riprendendo i contenuti e le osservazioni manifestate durante il lungo iter concertativo dalle associazioni di rappresentanza degli enti locali, si è voluto ribadire che, insieme al necessario rigore, deve essere compiuto dalla Regione uno sforzo per dare vita a politiche di sostegno allo sviluppo, alla ricerca, all’innovazione e agli investimenti, al fine di sostenere la ripresa del PIL toscano. Allo stesso tempo si sottolinea come debba necessariamente proseguire la riflessione sul nuovo assetto istituzionale che, partendo da alcuni capisaldi introdotti nella legge finanziaria 2011, dovrà nel corso dei prossimi mesi trovare i necessari equilibri e le soluzioni più efficaci per ridisegnare le funzioni e le competenze nel quadro di una nuova governance del territorio. Aggiungendo una serie di raccomandazioni, alcune delle quali proiettate sui provvedimenti che la Regione dovrà adottare nel corso del 2011. In particolare nelle raccomandazioni si esplicita che dal punto di vista finanziario la Giunta regionale deve impegnarsi per rimodulare, a partire dai prossimi interventi sulla manovra di bilancio, i tagli ai trasferimenti agli enti locali in modo da distribuire equamente fra i diversi livelli di governo territoriale, gli oneri derivanti dalle misure governative. Sul trasporto pubblico locale le raccomandazioni sono più puntuali e di dettaglio a conferma della criticità di questo settore, particolarmente colpito dai tagli e dall’interesse mostrato dagli enti locali nel coordinarsi con la Regione per trovare le risposte più efficaci. Si chiede perciò alla Giunta di definire con più precisione l’importo dei trasferimenti mensili; formalizzare alle Province il mandato per sottoscrivere un contratto a tre mesi utilizzando tutte le risorse stanziate dal bilancio regionale; fornire elementi contrattuali comuni sulla tipologia dell’atto da sottoscrivere concertati con i rappresentanti delle aziende a livello regionale,  stabilendo a livello regionale i criteri per la determinazione dell’equo compenso; esplicitare i criteri e i parametri sui quali verranno calcolati i costi standard, determinare il limite del subappalto; dichiarare superata la conferenza dei servizi minimi del 2005. Infine, sul versante delle modifiche ordinamentali introdotte nel testo della legge finanziaria per il 2011, si ritiene in particolare necessario proseguire il confronto sulle disposizioni riguardanti i servizi pubblici locali e l’esercizio associato di funzioni, applicando criteri di efficacia e ragionevolezza miranti a integrare maggiormente il sistema dell’associazionismo e dare certezza normativa e finanziaria ai bilanci e all’attività degli enti locali. Questioni che sono state riprese nel PRS 2011 e nel documento preliminare sulla proposta di legge “Norme sul sistema delle autonomie: cooperazione istituzionale e finanziaria, esercizio associato di funzioni e riordino di enti, politiche generali verso i territori”, attualmente in fase di discussione e approfondimento al tavolo di concertazione istituzionale.

 

 

 

 

 

 

 

2.3 I pareri integralmente favorevoli

 

I giudizi favorevoli del CAL non accompagnati da raccomandazioni o condizioni si fondano, il più delle volte, sul preliminare lavoro svolto dalle associazioni degli enti locali nel previsto iter concertativo. In quella sede l’intesa, o comunque le osservazioni raccolte, costituiscono un punto di riferimento importante, anche se non esclusivo, del processo di formazione del parere da parte del Consiglio delle autonomie locali. Naturalmente ciò vale anche nei casi in cui vi siano raccomandazioni, condizioni, ovvero sia espresso parere contrario. Non sempre però i provvedimenti che arrivano all’esame del CAL sono stati oggetto di una discussione al Tavolo di concertazione istituzionale. Può accadere che per alcuni di essi si attivi la procedura semplificata (scambio di note scritte) ex art. 14 del Protocollo d’intesa Giunta regionale – enti locali del 6 febbraio 2006, oppure quando a taluni provvedimenti in materia di sanità e servizi sociali, di agricoltura, di educazione, istruzione, orientamento professionale e lavoro, si applichino le regole speciali in essi contenute. La giunta regionale, inoltre può adottare le proprie determinazioni senza l’attivazione delle fasi formali di concertazione quando, per il contenuto limitato dei provvedimenti, queste non risultino essenziali ai fini del citato protocollo.

 

Sono 9 gli atti pervenuti al CAL per l’espressione del parere obbligatorio non preventivamente sottoposti alle procedure concertative. Di questi 5 sono proposte di legge: la n. 401 “Modifiche alla legge regionale 5 agosto 2009, n. 46 (Disposizioni sull’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)” di iniziativa della Giunta regionale; la proposta di legge n. 11 “Norme sull’iniziativa popolare delle leggi” di iniziativa dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale; la proposta di legge n. 16 “Modifiche alla legge regionale n. 64 (Disciplina delle funzioni amministrative in materia di progettazione, costruzione ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta e dei relativi bacini di accumulo)” di iniziativa della Giunta regionale; la proposta di legge n. 20 “Modifiche alla lr n. 16/1999 (Raccolta e commercio di funghi epigei spontanei)” di iniziativa della Giunta regionale; la proposta di legge n. 37 “Modifiche alla legge regionale 5 agosto 2009 n. 46 (Disposizioni sull’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)” di iniziativa consiliare.

 

Le proposte di regolamento non sottoposte alle procedure della concertazione sono 4: “Regolamento di attuazione del titolo IV della legge regionale 22 maggio 2009 , n. 26 (Disciplina delle attività europee di rilievo internazionale della Regione Toscana in materia di attività in favore dei toscani all’estero)”; “Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 13 luglio 2006, n. 32 (Regolamento recante definizione del programma d’azione obbligatorio per le zone vulnerabili di cui all’art. 92, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ‘Norme in materia  ambientale’ in attuazione della direttiva 91/676/CEE del 12 dicembre 1991)”; “Modifiche al regolamento 25 febbraio 2004, n. 13/R (Testo unico dei regolamenti regionali di attuazione della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio’)”; “Modifiche al regolamento emanato con decreto del presidente della Giunta regionale  25 febbraio 2010, n. 18/R (Regolamento di attuazione dell’art. 14 della legge regionale 5 novembre n. 9 ‘Disciplina delle funzioni amministrative in materia di progettazione, costruzione ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta e dei relativi bacini di accumulo’)”.

 

Per le proposte di regolamento si può ritenere che il Tavolo di concertazione, anche nella forma della procedura semplificata, non sia stato attivato, in relazione al contenuto limitato dei provvedimenti, così come previsto dall’allegato B punto 2 del Protocollo d’intesa Giunta-enti locali sulla concertazione. Per le proposte di legge osserviamo che due di esse sono di iniziativa consiliare (una dell’Ufficio di presidenza, l’altra di alcuni singoli consiglieri), in tal caso escluse dall’iter concertativo. Per le restanti proposte di legge di iniziativa della Giunta regionale, possiamo solo supporre che si sia trattato di sviste procedurali.

Una considerazione a parte merita la “Proposta di modifica al regolamento di attuazione della legge regionale 23 giugno 2003, n. 30 (Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana) emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 3 agosto 2004, n. 46/R”. L’attenzione con cui le associazioni degli enti locali avevano partecipato alla discussione sulla modifica della disciplina regionale delle attività agrituristiche (l.r. 80/2009) e l’importanza per i nostri territori di questo settore di attività, sono emerse anche nell’esame della proposta di regolamento. Il CAL  pur esprimendo, con voto unanime, parere favorevole ha voluto allegare alla propria deliberazione i documenti integrali depositati dall’UPI Toscana e dall’UNCEM Toscana, che di fatto costituiscono raccomandazioni alla Giunta regionale, cui ci si rivolge per invitarla a provvedere secondo quanto indicato nelle osservazioni.

 

 

2.4 Verifica dell’esito dei pareri

 

La l.r. 36/2000 istitutiva del Consiglio delle autonomie locali prevede all’art. 14 che il Consiglio regionale può disattendere il parere del CAL, nei casi in cui il parere sia negativo o condizionato dall’accoglimento di specifiche modifiche, con il voto a maggioranza assoluta. Le modifiche allo Statuto del 2005 rendono nulla tale previsione, disponendo all’art. 66 che gli organi regionali possono disattendere i pareri contrari o condizionati espressi dal CAL, con semplice motivazione.

 

Per quanto riguarda le raccomandazioni che accompagnano i pareri, queste esprimono il più delle volte osservazioni, indicazioni generali di contenuto prevalentemente politico-istituzionale che sono affidate alle valutazioni del Consiglio regionale o della Giunta regionale senza alcun obbligo di risposta. Nella prassi tuttavia si rileva che anche le raccomandazioni, spesso sostenute da un parallelo lavoro di contatti e di rapporti tra CAL e organi della regione, producono effetti nella deliberazione conclusiva. Conta sicuramente il merito dei rilevi avanzati dal CAL, ma altrettanto importante è l’attività di lobbing esercitata, in queste occasioni, dalle associazioni di rappresentanza degli enti locali. Attività che assume fondamentalmente il carattere di una prosecuzione, ovviamente non formalizzata, e con soggetti istituzionali diversi, del lavoro di informazione e confronto che si realizza al Tavolo di concertazione.

 

Degli 8 pareri con raccomandazioni solo 2 non hanno avuto alcun esito nelle deliberazioni degli organi regionali (entrambe proposte di legge), mentre i restanti 6 pareri hanno visto l’accoglimento totale o parziale delle raccomandazioni espresse.     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. Ulteriori funzioni svolte dal CAL

 

Oltre alla funzione normativamente propria di redazione dei pareri, il CAL svolge anche altre funzioni, che si possono così sinteticamente riassumere:

- designazione e nomine  di rappresentanti degli enti locali negli organismi regionali;

- attività di collaborazione con la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti in merito ai pareri che quest’ultima esprime su questioni relative alla contabilità pubblica;

- attività di informazione e comunicazione.

 

3.1 Nomine e designazioni di competenza del CAL

 

Le nomine e le designazioni dei rappresentanti dell’insieme degli enti locali o di una o più categorie degli enti locali negli organismi regionali sono effettuate, ai sensi dell’art.66, comma 6, dello Statuto e dell’art. 22 della L.R. 5/2008, dal Consiglio delle autonomie locali, secondo le disposizioni del proprio regolamento interno, sentite le associazioni degli enti locali interessate.

 

Elenco delle nomine e designazioni effettuate nell’anno 2010


Nel 2010  il CAL ha provveduto a designare 37 rappresentanti degli Enti locali negli organismi regionali:

·        Comitato direttivo Toscani all’estero – 3 membri

·        Conferenza paritetica interistituzionale -  6 membri

·        Conferenza regionale per la ricerca e l’innovazione – 1 membro

·        Comitato di gestione del Fondo speciale  per il volontariato della Toscana – 1 membro

·        Comitato strategico RT RT – 1 membro

·        Comitato coordinamento istituzionale – 20 membri ( 10 effettivi – 10 supplenti)

 

·        Comitato per il fondo per l’occupazione dei disabili – 2 membri

·        Comitato tecnico regionale per la gestione del Repertorio regionale delle figure professionali -  3 membri

 

3.2 Il rapporto di collaborazione tra la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per la Toscana e il Consiglio delle Autonomie locali

3.2.1.     Introduzione

Il Consiglio delle Autonomie locali della Toscana ha dato piena attuazione al rapporto di collaborazione con la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, previsto dall’art.7 comma 8 della L.131/2003 (la c.d. legge “La Loggia”), che ha fatto del Consiglio il tramite tra gli enti locali e la stessa Sezione della Corte dei Conti, per l’attivazione di una nuova forma di consulenza prestata in materia di contabilità pubblica. Nella nostra Regione il Consiglio delle Autonomie ha sviluppato ed ampliato il rapporto di collaborazione istituzionale con la Corte dei Conti anche  attraverso la sottoscrizione di una convenzione che ha previsto significativi momenti di scambio di notizie in merito all’attività di controllo sugli enti e di partecipazione del Consiglio delle Autonomie alla stessa attività di controllo. In aggiunta a ciò la convenzione ha ampliato la platea dei soggetti pubblici che, tramite il Consiglio delle Autonomie locali, possono accedere all’attività di consulenza della Corte dei Conti, estendendola, ad esempio, alle Comunità Montane ed all’Unione di Comuni. Infine la convenzione ha riconosciuto anche allo stesso Consiglio delle Autonomie locali la facoltà di richiedere direttamente alla Corte dei Conti pareri in materia di contabilità pubblica, aventi una valenza ed un interesse generali.

 

 3.2.2. Richieste inoltrate nell’anno 2010


Nel 2010 le richieste di parere che il CAL ha trasmesso alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, corredate da una scheda  tecnica redatta dal

 

settore di assistenza al  CAL, sono state complessivamente  46.


Le  richieste inoltrate devono rispondere a seguenti requisiti:

·        La richiesta di parere deve essere trasmessa al Consiglio delle Autonomie Locali che si occupa delle condizioni di ammissibilità soggettive ed oggettive necessarie affinché quanto previsto dalla legge (art.7, comma 8, legge n.131 del 5 giugno 2003) trovi piena attuazione. La suddetta richiesta di parere deve essere sottoscritta da un organo rappresentativo della collettività amministrata (Presidente, Sindaco, Presidente del Consiglio) ovvero da organi appositamente delegati.  Il parere per essere ammissibile esige che le questioni da trattare contengano i seguenti presupposti:

·         devono essere casi di rilevanza generale e caratterizzati da astrattezza e non riferiti a casi concreti;

·        devono riguardare l'interpretazione generale della normativa di materia contabile e finanziaria degli Enti pubblici;

·        non debbono contenere riferimenti a scelte discrezionali di natura politica;

·        non ci deve essere connessione diretta e immediata con provvedimenti di gestione già adottati o da adottare;

·        non debbono esserci correlazioni con giudizi amministrativi, civili o penali in corso;

·        non devono contenere collegamenti con le funzioni giurisdizionali e requirenti della Corte dei Conti;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elenco degli enti locali  che hanno inoltrato richieste nell’anno 2010

 

ENTE RICHIEDENTE

 NUMERO ABITANTI

  Comune di Bientina

  7.709

  Comune di Lastra a Signa

       19.829

  Comune di Montecatini Terme ( 3 richieste)

21.374

  Comune di Collesalvetti

16.919

  Comune di Montale

10.532

  Comune di Montecatini Val di Cecina

1.883

  Comune di Calcinaia

11.692

  Comune di Capannoli

6.145

  Comune di Carmignano

14.187

  Comune di Castelnuovo Berardenga 

9.133

  Comune di Chianciano Terme

7.447

  Comune di Cortona

23.036

  Comune di Empoli ( 2 richieste)

47.955

  Comune di Fiesole

14.341

  Comune di Monte San Savino ( 3 richieste)

8.754

  Comune di Monteriggioni ( 2 richieste)

9.165

  Comune di Orciano Pisano

  628

  Comune di Pietrasanta

24.931

  Comune di Pomarance

6.054

  Comune di Porto Azzurro

3.578

  Comune di Quarrata

25.379

  Comune di Rosignano Marittimo

32.488

  Comune di Viareggio

64.503

 Comune di Campiglia Marittima

13.339

 Comune di Pitigliano

 3.927

 Comune di San Casciano

17.215

 Comune di San Giuliano Terme

36.871

 Comune di Prato

188.011

 Comune di Firenze

371.282

 Comune di Carrara

65.573

 Comune di Pisa

88.217

 Comune di Livorno ( 3 richieste)

161.131

  Provincia di Massa Carrara ( 2 richieste)

203.801

  Provincia di Lucca

393.363

  Provincia di Prato

250.132

  Unione dei Comuni della Val di Merse

 

  Unione dei Comuni Valdichiana

 

 

 

 

In totale 46 richieste pervenute da 33 Comuni ( di cui 5 Comuni capoluogo, 4 sotto i 5.000 abitanti, ed i restanti 24 Comuni fra i 6.000 e i 50.000 abitanti ) – 3 Province e 2 Unioni di Comuni.

 

 

Le richieste pervenute al CAL, verificate ed inoltrate alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, notevolmente aumentate di numero nel corso del 2010 (tendenza per altro ampiamente confermata anche nei primi mesi del 2011), hanno per oggetto tematiche che possono essere ricondotte ad alcuni filoni ricorrenti. Ad una analisi seppur sintetica dei quesiti posti, quelli relativi a problemi legati alla gestione del personale sembrano, anche nel 2010 come negli anni precedenti, essere i più frequenti, seguiti  a distanza dalle tematiche riconducibili a questioni inerenti la predisposizione del Bilancio e il funzionamento degli organi istituzionali.

 

 

 

 

 

Nella tabella che segue sono state raggruppate le richieste per tematiche:

 

TEMATICHE DI RIFERIMENTO

 

NUMERO QUESITI

Personale

 

24

Bilancio

 

8

Funzionamento organi istituzionali

 

5

Aziende partecipate

 

3

Interpretazione norme regionali e statali

 

2

Tributi

 

2

Contratti forniture servizi

 

1

Contenziosi con privati

 

1

 

 

 

4.1 Il sito web

 

L’ elemento fondamentale di comunicazione  fra il Consiglio e gli Enti locali  è senza dubbio il sito web del Consiglio delle autonomie locali.

Si tratta infatti di uno strumento indispensabile  per la cooperazione tra regione e autonomie locali.

Il sito si pone fondamentalmente due priorità: da una parte, aiutare i cittadini  che, consultandolo, possono  capire meglio i diversi ruoli di programmazione e di gestione che spettano alle diverse articolazioni della pubblica amministrazione locale; dall’altra, offrire ad amministratori locali ed operatori un servizio di  tempestiva informazione  su questioni  di rilevante interesse per gli enti locali.

 

Il sito è attualmente articolato nei seguenti elementi fondamentali:

·        I testi delle proposte di legge, di deliberazione ed i regolamenti sui quali il CAl viene chiamato ad esprimere parere obbligatorio

·        Gli ordini del giorno delle sedute  del CAL

·        I pareri espressi .dal CAL

·        I pareri espressi dalla Corte dei Conti su richiesta dei singoli Enti

 

 

4.2 Le pubblicazioni

 

Nel corso del 2010 il Consiglio delle autonomie locali ha pubblicato i seguenti volumi:
             - RAPPORTO ANNUALE DI ATTIVITA’ 2009
             - Il GOVERNO LOCALE IN TOSCANA ( IDENTIKIT 2009)

Ha, inoltre, collaborato insieme al CNR, all’Accademia della Crusca, alle Università di Firenze, Catania, Modena e Reggio Emilia alla elaborazione e alla stesura del “Manuale di redazione degli atti amministrativi”.

 

4.3 Le rassegne ed i convegni

 

4.3.1 Le rassegne

Anche nel 2010 il CAL ha partecipato attivamente alla rassegna “Dire & Fare”, rassegna annuale rivolta alla Pubblica amministrazione che ha avuto luogo a Firenze nel novembre 2010, con la presenza di un proprio stand e con la diffusione di materiale documentale e di informazioni sulla propria attività.

Durante la rassegna il CAL ha tenuto una propria seduta e ha organizzato due convegni, indicati nel successivo paragrafo.

 

 

 

 

4.3.2 I convegni


 Nel 2010 il CAL ha organizzato 4 Convegni:

 

1) Amministratori locali in Europa - 21 maggio 2010 - Consiglio Regionale – Firenze Presentazione della ricerca SWG “ partecipare ai progetti europei: indagione tra le amministrazioni comunali in Toscana”

 

Programma:

 

Introduzione

Marco Filippeschi, Presidente del Consiglio delle Autonomie locali, Sindaco di Pisa

Alessandro Pesci, Segretario generale ANCI Toscana

 

Presentazione della ricerca
Enzo Risso, Direttore della società di ricerche sociali e politiche SWG

 

Tavola rotonda

Paolo Bartolozzi, Parlamentare europeo

Leonardo Domenici, Parlamentare europeo

Alessandro Cosimi, Presidente ANCI Toscana, Sindaco di Livorno

 

 

 

2) Il governo locale in Toscana – Identikit 2009 – 23 luglio 2010, Consiglio Regionale –Firenze

 

Programma:

 

Introduzione

Riccardo Nencini, Assessore al Bilancio ed ai rapporti istituzionale della Regione Toscana

 

Presentazione della ricerca
Giovanni Maltinti, Dirigente IRPET

 

Conclusioni

Marco Filippeschi, Presidente del Consiglio delle Autonomie locali, Sindaco di Pisa

 

 

 

 

 

3) Riforma costituzionale, Camera delle Regioni e delle autonomie locali, ruolo dei Consigli delle autonomie locali - 18 novembre 2010 - “Dire e Fare” – Firenze

 

Programma: 

 

Introduzione

Alberto Monaci, Presidente del Consigli regionale della  Regione Toscana

 

Relazioni

Fondamenti costituzionali e prospettive di un Senato federale
Stefano Merlini,
Università di Firenze

Regioni e sistema delle autonomie. Il ruolo del Consiglio delle autonomie locali fra concertazione e consultazione
Giovanni Tarli Barbieri
, Università di Firenze

 

Conclusioni

Marco Filippeschi, Presidente del Consiglio delle autonomie locali della Toscana



4) Presentazione del manuale: regole e suggerimenti per la redazione degli atti amministrativi - 19 novembre 2010 - “Dire e Fare” - Firenze

 

Programma:

 

Introduzione

Maurizio Bettazzi - Vicepresidente del Consiglio delle Autonomie locali -Presidente del Consiglio comunale di Prato

 

Presentazione del Manuale
Marina Pietrangelo
- ITTIG – CNR

Stefania Iannissotto -Accademia della Crusca - Università di Firenze    Sebastiano Faro - ITTIG – CNR

 

Conclusioni

Pietro Mercatali -  ITTIG - CNR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5. Appendice

Componenti  in carica nel 2010

 

Presidente
Marco FILIPPESCHI - Sindaco Comune di Pisa

Ufficio di Presidenza

Vicepresidente
Maurizio BETTAZZI - Presidente del Consiglio comunale di Prato

Simone BEZZINI - Presidente della Provincia di Siena
Dino BOLOGNA - Presidente del Consiglio provinciale di Massa Carrara
Oreste GIURLANI - Sindaco di Fabbriche di Vallico (LU)
Roberta MARCHI - Sindaco di Pescia (PT)
Riccardo MARZI - Presidente della CM della Val Tiberina (AR)
Rossana MORI - Sindaco di Montelupo (FI)

Componenti di diritto

PRESIDENTI PROVINCIA

1 Roberto VASAI - Presidente della Provincia di Arezzo
2 Andrea BARDUCCI - Presidente della Provincia di Firenze
3 Leonardo MARRAS - Presidente della Provincia di Grosseto
4 Giorgio KUTUFÀ - Presidente della Provincia di Livorno
5 Stefano BACCELLI - Presidente della Provincia di Lucca
6 Osvaldo ANGELI - Presidente della Provincia di Massa Carrara
7 Andrea PIERONI - Presidente della Provincia di Pisa
8 Federica FRATONI - Presidente della Provincia di Pistoia
9 Lamberto GESTRI - Presidente della Provincia di Prato
10 Simone BEZZINI - Presidente della Provincia di Siena

SINDACI COMUNI CAPOLUOGO

1 Giuseppe FANFANI - Sindaco del Comune di Arezzo
2 Emilio BONIFAZI - Sindaco Comune di Grosseto
3 Mauro FAVILLA - Sindaco Comune di Lucca
4 Roberto PUCCI - Sindaco Comune di Massa
5 Marco FILIPPESCHI - Sindaco Comune di Pisa
6 Berti RENZO - Sindaco Comune di Pistoia
7 Maurizio CENNI - Sindaco Comune di Siena
8 Roberto CENNI - Sindaco Comune di Prato
9 Matteo RENZI - Sindaco Comune di Firenze
10 Alessandro COSIMI - Sindaco Comune di Livorno

Componenti elettivi

SINDACI COMUNI NON CAPOLUOGO

1 Lidia BAI - Sindaco di Massa Marittima (GR)
2 Giovanni BETTARINI Sindaco di Borgo San Lorenzo (FI)
3 Maurizio BIZZARRI Sindaco di Scarlino (GR)
4 Paolo BRANDI Sindaco di Castiglion Fiorentino (FI)
5 Maurizio BUFFI Sindaco di Montalcino (SI)
6 Anna BULGARESI Sindaco di Marciana (LI)
7 Umberto BURATTI Sindaco di Forte dei Marmi (LU)
8 Carlo Alberto CARINI Sindaco di Monte San Savino (AR)
9 Carlo CARLI Sindaco di Fauglia (PI)
10 Eleanna CIAMPOLINI Sindaco di Agliana (PT)
11 Vittorio FANTOZZI Sindaco di Montecarlo (LU)
12 Gabriella FERRANTI Sindaco di Chianciano Terme (SI)
13 Alberto FERRINI Sindaco di Castelnuovo Val di Cecina (PI)
14 Oreste GIURLANI Sindaco di Fabbriche di Vallico (LU)
15 Luca LUNARDINI Sindaco di Viareggio (LU)
16 Maurizio MARCHETTI Sindaco di Altopascio (LU)
17 Roberta MARCHI Sindaco di Pescia (PT)
18 Rosanna MORI Sindaco di Montelupo (FI)
19 Sergio ORTELLI Sindaco dell'Isola del Giglio (GR)
20 Paola PRIZZON Sindaco di Pergine Valdarno (AR)
21 Rosanna SOFFRITTI Sindaco di Campiglia Marittima (LI)
22 Riccardo VARESE Sindaco di Podenzana (MS)
23 Francesco BOSI Sindaco di Rio marina (LI)

PRESIDENTI CONSIGLI PROVINCIALI

1 Consuelo ARRIGHI - Presidente del Consiglio provinciale di Pisa
2 Dino BOLOGNA - Presidente del Consiglio provinciale di Massa Carrara

PRESIDENTI COMUNITA’ MONTANE

1 Riccardo MARZI - Presidente della CM della Val Tiberina
2 Giuliano SIMONETTI - Presidente della CM dell’Amiata val d’Orcia
3 Stefano TAGLIAFERRI- Presidente della CM del Mugello

PRESIDENTI CONSIGLI COMUNALI

1 Maurizio BETTAZZI - Presidente del Consiglio comunale di Prato
2 Fausto MERLOTTI - Presidente del Consiglio comunale di Scandicci (FI)

 

 
Struttura tecnica

 

Il Consiglio delle Autonomie locali è coadiuvato, per i profili tecnico-organizzativi, da un Settore di assistenza.

Nel 2010 era così composto:

·        Liliana Fiorini, Dirigente

·        Lucia Bianchi, Funzionario

·        Paolo Cappelleto, Funzionario

·        Gemma Favilli, Comunicazione – Segreteria

·        Sabrina Barbieri, Segreteria