
CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI
RAPPORTO ANNUALE
DI ATTIVITA’ 2010
Prefazione di Marco
Filippeschi, Presidente del CAL
1. Introduzione
2. La
partecipazione del Consiglio delle autonomie locali all’iter decisionale del
Consiglio regionale
2.1 I dati dell’attività
istituzionale
2.2 I pareri
con raccomandazioni
2.3 I pareri integralmente
favorevoli
2.4 Verifica dell’esito dei pareri
3. Ulteriori
funzioni svolte dal CAL
3.1 Nomine e designazioni di
competenza del CAL
3.2 Il rapporto di collaborazione tra
3.2.1 Le richieste inoltrate nell’anno 2010
4. Attività
di comunicazione ed informazione
4.1
Il sito web
4.3 Le rassegne ed i convegni
5. Appendice
Composizione del
CAL
PREFAZIONE
L’attività svolta dal Consiglio delle
autonomie nel 2010, pur riproponendo i tradizionali aspetti di fondo che ne
hanno caratterizzato fin dalla sua istituzione le funzioni, è stata fortemente
segnata dalla fine della VIII legislatura. La pausa necessaria alla rielezione
del Consiglio e della Giunta regionale,
ha inciso in maniera considerevole sul numero delle sedute del CAL e sul numero
degli atti sottoposti al suo parere. A fronte delle 9 sedute e dei 73 pareri
richiesti nel 2009, il CAL si è riunito nel
L’attività consultiva, coerentemente
con le funzioni dalla legge istitutiva e dallo statuto del 2005, resta tuttavia
ancora il settore di maggiore impegno del CAL. Occorre infatti considerare le
numerose riunioni in sede di tavolo di concertazione Giunta-associazioni degli
enti locali, cui il Consiglio delle autonomie partecipa, e nelle quali si definisce
l’orientamento del sistema delle autonomie locali sui singoli provvedimenti.
Orientamento che costituisce un punto di riferimento essenziale per le
successive pronunce del CAL.
Nell’iter di formazione del parere, inoltre,
sempre più in rilievo si pone il rapporto che si è andato progressivamente
sviluppando tra CAL e Commissioni consiliari. Le richieste di incontro con le
Commissioni competenti hanno avuto lo scopo di approfondire gli aspetti più
controversi di alcuni specifici provvedimenti, di esporre compiutamente
osservazioni di merito e trovare, nel confronto, i possibili punti di intesa.
Incontri, che nella loro valenza istituzionale, hanno costituito un passaggio
intermedio fra gli esiti risultanti dalla concertazione, l’esame del
provvedimento da parte del CAL e l’espressione conclusiva del parere, a
sottolineare come, nelle relazioni tra organi consiliari e Consiglio delle
autonomie, emerga la volontà di dialogo e di collaborazione, ma anche lo sforzo
di quest’ultimo di legittimarsi compiutamente quale interlocutore
politico-istituzionale della Regione.
Del resto l’ampio dibattito tenutosi
in occasione della seduta congiunta con il Consiglio regionale del settembre
2010 pose l’accento proprio su questa necessità. Ora, le norme con le quali si
affidano ulteriori e importanti funzioni al CAL, contenute nella recente pdl
sul riordino delle autonomie locali in Toscana, si muovono, ci sembra, proprio
in questa direzione. E nella stessa direzione è orientata la riflessione sul
sistema della concertazione, in vista di una riconsiderazione complessiva delle
forme e delle modalità del suo esercizio, alla luce delle esperienze e delle
criticità rilevate nel corso degli anni. Nell’intesa sottoscritta il 20
settembre 2010 dalla Giunta regionale con ANCI, UPI e UNCEM è stato deciso di
attivare il tavolo di concertazione solo sugli atti più rilevanti, riservando a
tutti quelli di minore impatto le procedure abbreviate previste dagli artt. 13
e 14 del protocollo per la concertazione istituzionale, mentre per le deliberazioni
della Giunta regionale considerate di minore importanza si procederà solamente
ad una informazione preventiva, in tal modo sfoltendo considerevolmente il
numero di provvedimenti sottoposti alle procedure concertative. Al CAL resta
invece l’insieme degli atti di interesse degli enti locali che, ai sensi
dell’art. 66 dello statuto e della legge 36/2000, ad esso sono trasmessi per
l’espressione del parere di competenza.
Trovano conferma, anche per il 2010,
le considerazioni svolte nei precedenti rapporti circa la tenuta di un sistema
di relazioni tra Regione e enti locali caratterizzato da cooperazione,
collaborazione, condivisione di politiche e programmi. Sui 25 atti esaminati
dal CAL non vi è stata nessuna pronuncia contraria e neppure sono stati
espressi pareri sottoposti a condizione. Tuttavia non possiamo ritenere
irreversibile questo dato o, quantomeno, non possiamo realisticamente pensare
che tale sintonia non possa essere sottoposta nel prossimo futuro a tensioni
anche laceranti. Segnali in questo senso possono emergere a seguito delle
misure restrittive conseguenti alle manovre finanziarie del Governo, o a
seguito delle ipotesi di ridisegno dell’architettura istituzionale nella
Regione, ovvero in conseguenza di impegnative scelte su opere di elevato valore
strategico. Qualche campanello di allarme in questo senso è già suonato. Certo
è che se, in una fase di restrizione delle risorse, più difficile risulterà
tenere unita la composita e complessa realtà territoriale, impensabile sarebbe
rinunciare a quei rapporti di collaborazione/integrazione fra Regione e sistema
delle autonomie che hanno caratterizzato l’identità politica della Toscana e
dato vita ad una governance che ha
prodotto importanti risultati sul piano dello sviluppo economico e della
coesione sociale.
La complessità dei problemi cui
devono far fronte gli enti locali in questa difficile congiuntura economica,
trova prevedibile riscontro nel crescente numero di richieste di parere
inoltrate alla Sezione regionale della Corte dei conti, per il tramite del CAL.
I quesiti inerenti la gestione del bilancio, il trattamento del personale, la
partecipazione nelle aziende di servizi pubblici, mettono in evidenza una
generale difficoltà nell’interpretazione di norme spesso ridondanti e una sostanziale
incertezza nella loro corretta applicazione. E il costante richiamo alla
semplificazione amministrativa, che su ogni provvedimento gli enti locali
reclamano, in coerenza con quanto disposto dalla l.r. 40/2009, non altro sta a
significare se non la consapevolezza di chi governa i territori che con
procedure più semplici si determineranno minori oneri per Province, Comuni,
Comunità montane e Unioni di comuni, rendendo più efficiente il lavoro delle
amministrazioni e garantendo al tempo stesso quei principi di trasparenza e di
pubblicità che sono iscritti nello statuto della Regione quali principi di
semplicità dei rapporti tra cittadini, imprese e istituzioni a tutti i livelli.
Una nota di forte preoccupazione
riguarda il drastico taglio di fondi per l’attività del CAL. Si sta parlando di
una riduzione di oltre l’80 per cento dei capitoli di bilancio assegnati nel
2011 per le funzioni istituzionali, riduzione che di fatto azzera ogni
possibilità di promuovere iniziative. A questo proposito, pur condividendo la
necessità di una drastica, ma selettiva, riduzione della spesa pubblica, vorrei
far osservare che le imminenti scadenze che investiranno gli enti locali (e
cito per tutte l’approvazione della Carta delle autonomie e il varo del
federalismo fiscale con l’emanazione dei decreti legislativi attuativi della
delega di cui alla l. 42/2009), chiameranno anche i Consigli delle autonomie
locali a cimentarsi con nuovi e più puntuali compiti rispetto ai quali dovranno
dimostrare di essere all’altezza.
In particolare nel confronto
Regioni-enti locali si dovranno individuare e garantire nuovi equilibri in una
dialettica istituzionale che garantisca l’effettiva attuazione del principio di
sussidiarietà in relazione alla distribuzione delle risorse, al rapporto tra
entrate proprie e fiscalità regionale e a quanto, su queste, incideranno le
leggi regionali. Si aprono dunque nuove prospettive di lavoro e nuovi spazi di
intervento nei quali il CAL potrebbe inserirsi con l’autorevolezza della sua
rappresentatività, acquisendo un profilo e un’identità maggiormente definiti.
In questo percorso, reso obbligato
dai processi in atto, i cui esiti dipendono tuttavia da scelte ancora da
compiere, un passaggio importante riguarda il superamento della frammentarietà
con cui i CAL, hanno operato. I contatti mai interrotti con le altre Regioni si
sono concretizzati, nel giugno di quest’anno, su nostra iniziativa, nella
costituzione del Coordinamento nazionale dei CAL e proprio al Consiglio delle
autonomie della Toscana, nella figura del suo Presidente, è toccato l’onore di
esserne stato eletto coordinatore.
Un segnale positivo, un traguardo
raggiunto che, nel panorama generale nel quale ci troviamo, certamente poco
confortante, lascia ancora qualche margine di ottimismo per il futuro di questo
nostro istituto.
Marco Filippeschi
Presidente del CAL
1. Introduzione
Un’introduzione
deve essere concisa poiché suo scopo è presentare il contenuto del testo che,
appunto, si limita a introdurre. Questo l’intento…
Il
Consiglio delle autonomie locali, disciplinato a livello regionale dall’art. 66
dello Statuto e dalla legge regionale 21 marzo 2000, n.
1) funzione
consultiva, attribuita prima ancora che dai singoli statuti regionali
dall’art. 123 Cost., quale fondamentale e necessario raccordo tra Regione ed
enti locali alla luce e in conseguenza del principio di sussidiarietà, a cui è
dedicato l’ampio ed esaustivo capitolo II, redatto a cura di Paolo Cappelletto,
nel quale sono esaminati i principali pareri obbligatori formulati nel corso
dell’anno in ordine alle proposte di legge, alle deliberazioni ed alle
risoluzioni sottoposte
all’esame delle commissioni consiliari, di interesse per gli enti locali, ed,
infine, alle proposte di regolamento della Giunta Regionale. Se nel 2010 vi è
stata una riduzione di tale attività, dovuta esclusivamente alle elezioni
regionali e al conseguente momento di stasi, da rilevare che non vi è stato
alcun parere contrario o condizionato ma solo pareri favorevoli o con
raccomandazioni per altro molte volte accolte, totalmente o parzialmente,
nell’iter decisionale del provvedimento rimesso al Consiglio od alla Giunta
regionale;
2) attività
di nomina e designazione, prevista in modo esclusivo nel panorama regionale
italiano dallo Statuto toscano, di competenza del sistema degli enti locali di suoi
rappresentanti negli organismi regionali, alla quale è dedicato il paragrafo 1
del capitolo III, redatto a cura di Gemma Favilli;
3) attività di collaborazione con
- indicare gli enti
locali richiedenti alla luce del dato dei residenti, da cui emerge che
soprattutto i piccoli e medio piccoli Comuni “avvertono” la necessità di
avvalersi della funzione consultiva della Corte dei conti in materia di
contabilità pubblica, quasi ad indicare un ulteriore elemento di “sofferenza”
degli stessi oltre agli altri individuati nel corso del capitolo II del
presente Rapporto;
- raggruppare i pareri
richiesti per principali tematiche di riferimento, dalle quali si evince che le
problematiche connesse alla gestione del personale sono quelle maggiormente sentite;
4) attività di comunicazione ed informazione alla quale è dedicato il capitolo IV ed in cui, oltre a ricordare
l’ormai storico sito internet, sono illustrate le attività di studio, ricerca
ed informazione, con particolare riferimento all’attività di approfondimento di
temi attuali e rilevanti per il sistema degli enti locali svolta attraverso
convegni ed altre iniziative.
2. La partecipazione
del Consiglio delle autonomie locali all’iter decisionale del Consiglio
regionale.
2.1 I DATI DELL’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE
La convocazione, ai sensi dell’art.
67 dello Statuto, della seduta congiunta con il Consiglio regionale è stato,
nel settembre 2010, uno dei primi atti della nuova legislatura. Fatto
significativo, che ha consentito di rilanciare un percorso di lavoro comune. Le
relazioni e il dibattito sull’ordine del giorno: “La riforma federalista:
regioni ed enti locali alla prova. Verso un sistema integrato delle autonomie”
hanno unanimemente sottolineato la necessità di procedere sulla strada del
federalismo assicurando la massima integrazione tra i diversi livelli delle
istituzioni presenti sul territorio, in quello spirito di collaborazione e di
partecipazione alle scelte fondamentali di governo che costituisce patrimonio
della tradizione politica e istituzionale della Toscana.
L’attività del CAL nel 2010 è stata
condizionata dalle elezioni regionali. La pausa dovuta allo scioglimento del Consiglio
e alla sua ricomposizione ha ridotto considerevolmente gli atti sottoposti al
parere del CAL.
Nelle 6 sedute svolte nel corso del
2010 sono stati esaminati complessivamente 25 provvedimenti sui quali il CAL ha
espresso altrettanti pareri obbligatori. Di questi, 10 hanno riguardato
proposte di legge e 14 erano relativi a proposte di regolamento. Il CAL si è anche
pronunciato su una proposta di risoluzione.
Delle proposte di legge esaminate 8
erano di iniziativa della Giunta regionale, le restanti 2 di iniziativa
consiliare.
Nei 25 atti sottoposti ad esame la
pronuncia ha avuto esito integralmente favorevole in 17 casi; nei restanti 8 il
parere favorevole è stato accompagnato da raccomandazioni. In tutti e 25 i provvedimenti
esaminati il parere è stato espresso con voto unanime dei presenti, a conferma
del rapporto collaborativo tradizionalmente esistente tra Regione e sistema
delle autonomie, al di là degli schieramenti politici e della dialettica
maggioranza-opposizione, rapporto cui contribuisce, con le considerazioni
svolte in premessa, anche il metodo della concertazione istituzionale.
Se guardiamo alle materie oggetto dei
pareri, osserviamo che quella con più ricorrenze è bilancio e riforme
istituzionali con 7 provvedimenti esaminati (1 regolamento, 1 risoluzione e 5
proposte di legge), segue l’ambiente e energia con 5 provvedimenti (3
regolamenti e 2 proposte di legge), l’agricoltura con 4 (3 regolamenti e 1
proposta di legge), il welfare e la casa con 3 (1 regolamento e 2 proposte di
legge), la sanità con 2 (entrambe regolamenti) e 1 ciascuno i settori
infrastrutture e mobilità, urbanistica e territorio, scuola e ricerca, attività
internazionali.
2.2 I pareri con raccomandazioni
I contenuti delle raccomandazioni
sono riferiti essenzialmente alle risorse da destinare alle attività di
competenza degli enti locali e all’assetto ordinamentale su cui intervengono le
norme regionali.
Degli 8 pareri favorevoli con
raccomandazioni 5 sono relativi a proposte di legge,
Nella proposta di deliberazione n. 9
“Regolamento di attuazione dell’art. 11 della L.R. 16 giugno 2008, n. 36
(Disciplina dell’attività di trasporto di viaggiatori effettuata mediante noleggio
di autobus con conducente)” con la quale si definivano le modalità del rilascio
dell’autorizzazione all’esercizio del servizio da parte delle Province, le
modalità e le procedure relative al
controllo cui esse debbono provvedere, nonché la tenuta del registro
regionale delle imprese esercenti attività di trasporto di viaggiatori mediante
noleggio di autobus con conducente, il parere del CAL sottolinea, quali
raccomandazioni, l’eliminazione della discrezionalità implicita in alcune norme
dell’articolato al fine di non consentire comportamenti diversi da parte sia dei
soggetti che si rapportano con le Province, sia delle Province che si
rapportano con
Analogamente, la proposta di
deliberazione n. 1176 “Modifiche del Regolamento emanato con decreto del Presidente
della Giunta regionale 9 febbraio 2007, n. 5/R (regolamento di attuazione del
Titolo V, capo III ‘il territorio rurale’ della l.r. 3 gennaio 2005, n. 1
‘Norme per il governo del territorio’) che completa la revisione della disciplina
regionale sull’edificabilità nelle zone rurali attraverso una serie di
disposizioni tra cui: l’abrogazione del riferimento al solo imprenditore
agricolo professionale quale titolare esclusivo della richiesta di nuovi
edifici abitativi, allargando così tale possibilità ai familiari coadiuvanti
l’imprenditore agricolo e agli addetti a tempo indeterminato impegnati
nell’attività agricola; la previsione di criteri di semplificazione
amministrativa e procedurale circa il programma aziendale pluriennale e l’introduzione
della dichiarazione unica aziendale (DUA) come modalità di presentazione del
programma stesso. Sempre nella stessa proposta di modifica del regolamento
vengono inoltre ridefinite le condizioni per la costruzione di nuovi annessi
agricoli, manufatti precari e serre anche riferiti a soggetti diversi dagli
imprenditori agricoli; si disciplinano le nuove modalità di presentazione (al
comune o ai comuni competenti per territorio), di approvazione (entro 120
giorni) e di gestione del programma aziendale, nonché gli interventi di
sistemazione ambientale correlati al mutamento della destinazione d’uso
agricola di edifici ricadenti sul territorio comunale. In un settore così
delicato per le strette connessioni esistenti tra sostegno alle attività
produttive e tutela del territorio, il parere favorevole espresso si completa
con alcune osservazioni, già frutto di approfondimenti in sede di tavolo di
concertazione istituzionale, volte a semplificare i procedimenti amministrativi
e a rendere più chiaro l’ambito di autonome competenze da parte del Comune.
Nelle raccomandazioni, parzialmente accolte dalla Giunta regionale, si richiede
infatti di consentire una maggiore autonomia ai Comuni in materia di annessi
agricoli; di valutare l’opportunità di non porre eccessive limitazioni alla
costruzione di serre; di considerare la possibilità di far gestire la
dichiarazione unica aziendale ai SUAP; di potenziare anche con investimenti in
risorse umane economiche e tecnologiche il sistema informativo costituito
dall’anagrafe delle aziende agricole.
Di particolare significato la
proposta di risoluzione n. 7 “Documento di programmazione economica e
finanziaria per l’esercizio
Con la proposta di legge n. 11 “Norme
sull’iniziativa popolare delle leggi” di iniziativa dell’Ufficio di presidenza
resa necessaria dalle nuove previsioni statutarie, è stato definito un
procedimento agevolato per la presentazione all’assemblea regionale di proposte
di legge elaborate e sottoscritte dai cittadini (cinquemila elettori della
regione) e si è data facoltà agli enti locali (almeno tre Consigli comunali,
ciascun Consiglio provinciale,
Significativo
il pronunciamento del CAL sulla proposta
di legge n. 9 “Disposizioni relative al patto di stabilità territoriale ai
sensi dell’articolo 77 ter, comma 11 del decreto legge 25 giugno 2008 n.
112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133.
Modifiche alla legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Norme generali in
materia di tributi regionali)”. Tale proposta di legge ha come presupposto un
doppio passaggio di natura concertativa: un’intesa per l’attuazione del “Patto
di stabilità territoriale” sottoscritta fra Giunta regionale, ANCI Toscana, UPI
Toscana e UNCEM Toscana e un suo ulteriore, successivo perfezionamento al Tavolo
di concertazione istituzionale. La proposta di legge disciplina il patto di
stabilità territoriale adattando, per gli enti locali, le regole ed i vincoli
posti dal legislatore nazionale, laddove prevede che le Province ed i Comuni
con popolazione superiore a cinquemila abitanti concorrano alla realizzazione
degli obiettivi di finanza pubblica e che le Regioni, sulla base dei criteri
stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali, possano adattare per gli
enti locali le regole ed i vincoli posti dal legislatore nazionale, in
relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle Regioni
stesse. L’obiettivo è spostare il parametro di valutazione formale dai saldi
singoli al risultato complessivo territoriale derivante dall’aggregazione dei
saldi stessi, in modo da offrire una forma di tutela a quegli enti locali non
in grado di adempiere a quanto previsto dalla norma statale e al tempo stesso
ottimizzare la capacità di spesa complessiva del sistema regionale. Al fine di
garantire contestualmente il pieno utilizzo della capacità finanziaria degli
enti locali ed il rispetto dei vincoli di finanza pubblica,
Le raccomandazioni contenute nel
parere espresso sulla proposta di legge n. 20 “Modifiche alla l.r. 16/1999 - Raccolta e
commercio dei funghi epigei spontanei”, segnalano con più evidenza una
divergenza di punti di vista tra Regione e enti locali interessati, motivata,
nel caso in specie, da concreti interessi. La proposta di legge, infatti, con
la motivazione di semplificare e rendere omogenee su tutto il territorio
regionale le norme relative alla raccolta dei funghi epigei spontanei,
sostituisce le autorizzazioni personali e turistiche rilasciate, nella disciplina
oggetto di modifica, dai Comuni un’autorizzazione unica regionale. Inoltre con
le nuove norme si stabilisce che il 100 per cento dei versamenti effettuati dai cercatori sia
introitato nel bilancio regionale e non più incamerato dai Comuni, i quali trattenevano
il 10 per cento del totale. Nella proposta di legge si stabilisce che il 90 per
cento di tali entrate continua ad essere ripartito dalla Regione tra le
Province (20 per cento) e le Comunità montane (80 per cento). Il nuovo testo
prevede ancora: la possibilità di richiedere
una deroga ai limiti giornalieri di raccolta; la facoltà di introdurre da parte
delle Province e delle Comunità montane, nell’ambito dei propri regolamenti, al
fine di tutelare meglio l’ecosistema, limitazioni alla raccolta e il rilascio
di autorizzazioni in deroga ai limiti di raccolta; il mantenimento delle
funzioni autorizzatorie relative alla raccolta riservata e alla raccolta a
pagamento in capo alle province e comunità montane. Il parere favorevole è
dunque corredato da una serie di raccomandazioni che entrano nel merito delle
modifiche apportate e in particolare riguardano l’opportunità da parte del Consiglio
di riconsiderare il mancato riconoscimento del dieci per cento delle somme che erano
introitate dai Comuni per le autorizzazioni alla raccolta dei funghi rilasciate
ai residenti oltre a quelle incamerate per i non residenti in Toscana, in
quanto si ritiene che ciò determini un’ingiustificata privazione di fondi ai Comuni
in relazione al fatto che tali proventi, destinati ad interventi sul territorio
di miglioramento e di tutela dell’ecosistema sono sempre stati considerati una
vera e propria risorsa locale. E’, inoltre, sottolineata l’opportunità per i
territori di crinale e di confine di rendere omogenee le normative di
riferimento, attraverso un’attività di concertazione finalizzata ad evitare
contrasti e disparità nello svolgimento della raccolta dei funghi sia, per
quanto possibile, in termini di tariffe che di regolamenti e disposizioni
locali. Infine, è richiesto nell’ottica di superamento delle Comunità montane
di definire già con la nuova disciplina a chi saranno assegnate le somme
introitate ad esse destinate, così come previsto dalla stessa proposta di legge.
L’esame nella competente Commissione consiliare e successivamente il dibattito
in aula, non hanno modificato nel senso indicato dal CAL, il testo della
proposta di legge. Le raccomandazioni, anche se, in questo caso particolarmente
circostanziate e precise, non hanno trovato accoglienza nelle valutazioni
conclusive del legislatore regionale.
Il dibattito attorno ai temi della
finanza pubblica e alle ricadute sui bilanci delle Regioni dei tagli operati
dal decreto legge 78/2010 convertito in legge 122/2010 è proseguito con
maggiore intensità quando all’esame del CAL è giunta la pdl n. 35 “Legge
finanziaria per l’anno
2.3 I pareri integralmente favorevoli
I giudizi favorevoli del CAL non
accompagnati da raccomandazioni o condizioni si fondano, il più delle volte,
sul preliminare lavoro svolto dalle associazioni degli enti locali nel previsto
iter concertativo. In quella sede l’intesa, o comunque le osservazioni raccolte,
costituiscono un punto di riferimento importante, anche se non esclusivo, del
processo di formazione del parere da parte del Consiglio delle autonomie locali.
Naturalmente ciò vale anche nei casi in cui vi siano raccomandazioni,
condizioni, ovvero sia espresso parere contrario. Non sempre però i
provvedimenti che arrivano all’esame del CAL sono stati oggetto di una
discussione al Tavolo di concertazione istituzionale. Può accadere che per
alcuni di essi si attivi la procedura semplificata (scambio di note scritte) ex
art. 14 del Protocollo d’intesa Giunta regionale – enti locali del 6 febbraio
2006, oppure quando a taluni provvedimenti in materia di sanità e servizi
sociali, di agricoltura, di educazione, istruzione, orientamento professionale
e lavoro, si applichino le regole speciali in essi contenute. La giunta
regionale, inoltre può adottare le proprie determinazioni senza l’attivazione
delle fasi formali di concertazione quando, per il contenuto limitato dei
provvedimenti, queste non risultino essenziali ai fini del citato protocollo.
Sono 9 gli atti pervenuti al CAL per
l’espressione del parere obbligatorio non preventivamente sottoposti alle
procedure concertative. Di questi 5 sono proposte di legge: la n. 401
“Modifiche alla legge regionale 5 agosto 2009, n. 46 (Disposizioni
sull’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)” di
iniziativa della Giunta regionale; la proposta di legge n. 11 “Norme
sull’iniziativa popolare delle leggi” di iniziativa dell’Ufficio di presidenza
del Consiglio regionale; la proposta di legge n. 16 “Modifiche alla legge
regionale n. 64 (Disciplina delle funzioni amministrative in materia di
progettazione, costruzione ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta e dei
relativi bacini di accumulo)” di iniziativa della Giunta regionale; la proposta
di legge n. 20 “Modifiche alla lr n. 16/1999 (Raccolta e commercio di funghi
epigei spontanei)” di iniziativa della Giunta regionale; la proposta di legge n.
37 “Modifiche alla legge regionale 5 agosto 2009 n. 46 (Disposizioni
sull’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)” di
iniziativa consiliare.
Le proposte di regolamento non
sottoposte alle procedure della concertazione sono 4: “Regolamento di
attuazione del titolo IV della legge regionale 22 maggio 2009 , n. 26 (Disciplina
delle attività europee di rilievo internazionale della Regione Toscana in
materia di attività in favore dei toscani all’estero)”; “Modifiche al regolamento
emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 13 luglio 2006, n. 32
(Regolamento recante definizione del programma d’azione obbligatorio per le
zone vulnerabili di cui all’art. 92, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152 ‘Norme in materia
ambientale’ in attuazione della direttiva 91/676/CEE del 12 dicembre
1991)”; “Modifiche al regolamento 25 febbraio 2004, n. 13/R (Testo unico dei
regolamenti regionali di attuazione della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3
(Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 ‘Norme per la protezione
della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio’)”; “Modifiche al
regolamento emanato con decreto del presidente della Giunta regionale 25 febbraio 2010, n. 18/R (Regolamento di
attuazione dell’art. 14 della legge regionale 5 novembre n. 9 ‘Disciplina delle
funzioni amministrative in materia di progettazione, costruzione ed esercizio
degli sbarramenti di ritenuta e dei relativi bacini di accumulo’)”.
Per le proposte di regolamento si può
ritenere che il Tavolo di concertazione, anche nella forma della procedura
semplificata, non sia stato attivato, in relazione al contenuto limitato dei
provvedimenti, così come previsto dall’allegato B punto 2 del Protocollo d’intesa
Giunta-enti locali sulla concertazione. Per le proposte di legge osserviamo che
due di esse sono di iniziativa consiliare (una dell’Ufficio di presidenza,
l’altra di alcuni singoli consiglieri), in tal caso escluse dall’iter
concertativo. Per le restanti proposte di legge di iniziativa della Giunta
regionale, possiamo solo supporre che si sia trattato di sviste procedurali.
Una considerazione a parte merita la
“Proposta di modifica al regolamento di attuazione della legge regionale 23
giugno 2003, n. 30 (Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana)
emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 3 agosto 2004, n.
46/R”. L’attenzione con cui le associazioni degli enti locali avevano
partecipato alla discussione sulla modifica della disciplina regionale delle attività
agrituristiche (l.r. 80/2009) e l’importanza per i nostri territori di questo
settore di attività, sono emerse anche nell’esame della proposta di
regolamento. Il CAL pur esprimendo, con
voto unanime, parere favorevole ha voluto allegare alla propria deliberazione i
documenti integrali depositati dall’UPI Toscana e dall’UNCEM Toscana, che di
fatto costituiscono raccomandazioni alla Giunta regionale, cui ci si rivolge
per invitarla a provvedere secondo quanto indicato nelle osservazioni.
2.4 Verifica dell’esito dei
pareri
La l.r. 36/2000 istitutiva del Consiglio
delle autonomie locali prevede all’art. 14 che il Consiglio regionale può
disattendere il parere del CAL, nei casi in cui il parere sia negativo o
condizionato dall’accoglimento di specifiche modifiche, con il voto a
maggioranza assoluta. Le modifiche allo Statuto del 2005 rendono nulla tale
previsione, disponendo all’art. 66 che gli organi regionali possono
disattendere i pareri contrari o condizionati espressi dal CAL, con semplice
motivazione.
Per quanto riguarda le
raccomandazioni che accompagnano i pareri, queste esprimono il più delle volte osservazioni,
indicazioni generali di contenuto prevalentemente politico-istituzionale che sono
affidate alle valutazioni del Consiglio regionale o della Giunta regionale
senza alcun obbligo di risposta. Nella prassi tuttavia si rileva che anche le
raccomandazioni, spesso sostenute da un parallelo lavoro di contatti e di
rapporti tra CAL e organi della regione, producono effetti nella deliberazione
conclusiva. Conta sicuramente il merito dei rilevi avanzati dal CAL, ma
altrettanto importante è l’attività di lobbing
esercitata, in queste occasioni, dalle associazioni di rappresentanza degli
enti locali. Attività che assume fondamentalmente il carattere di una
prosecuzione, ovviamente non formalizzata, e con soggetti istituzionali
diversi, del lavoro di informazione e confronto che si realizza al Tavolo di
concertazione.
Degli 8 pareri con raccomandazioni
solo 2 non hanno avuto alcun esito nelle deliberazioni degli organi regionali
(entrambe proposte di legge), mentre i restanti 6 pareri hanno visto
l’accoglimento totale o parziale delle raccomandazioni espresse.
3. Ulteriori funzioni svolte dal CAL
Oltre alla funzione
normativamente propria di redazione dei pareri, il CAL svolge anche altre
funzioni, che si possono così sinteticamente riassumere:
- designazione e nomine di rappresentanti degli enti locali negli
organismi regionali;
- attività di collaborazione
con
- attività di
informazione e comunicazione.
3.1 Nomine e designazioni di
competenza del CAL
Le nomine e le
designazioni dei rappresentanti dell’insieme degli enti locali o di una o più
categorie degli enti locali negli organismi regionali sono effettuate, ai sensi
dell’art.66, comma 6, dello Statuto e dell’art. 22 della L.R. 5/2008, dal
Consiglio delle autonomie locali, secondo le disposizioni del proprio
regolamento interno, sentite le associazioni degli enti locali interessate.
Elenco delle nomine e designazioni effettuate nell’anno 2010
Nel 2010 il CAL ha provveduto a
designare 37 rappresentanti degli Enti locali negli organismi regionali:
·
Comitato direttivo
Toscani all’estero – 3 membri
·
Conferenza paritetica
interistituzionale - 6 membri
·
Conferenza regionale per
la ricerca e l’innovazione – 1 membro
·
Comitato di gestione del
Fondo speciale per il volontariato della
Toscana – 1
membro
·
Comitato strategico RT RT
– 1
membro
·
Comitato coordinamento
istituzionale – 20 membri ( 10 effettivi – 10 supplenti)
·
Comitato per il fondo per
l’occupazione dei disabili – 2 membri
·
Comitato tecnico
regionale per la gestione del Repertorio regionale delle figure professionali
- 3 membri
3.2
Il rapporto di collaborazione tra
3.2.1.
Introduzione
Il Consiglio delle Autonomie locali della
Toscana ha dato piena attuazione al rapporto di collaborazione con la Sezione
regionale di controllo della Corte dei Conti, previsto dall’art.7 comma 8 della
L.131/2003 (la c.d. legge “La Loggia”), che ha fatto del Consiglio il tramite
tra gli enti locali e
3.2.2. Richieste
inoltrate nell’anno 2010
Nel 2010 le richieste di parere che
il CAL ha trasmesso alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti,
corredate da una scheda tecnica redatta
dal
settore di assistenza al
CAL, sono state complessivamente 46.
Le richieste inoltrate devono rispondere
a seguenti requisiti:
·
La richiesta di parere deve essere trasmessa al Consiglio delle
Autonomie Locali che si occupa delle condizioni di ammissibilità soggettive ed
oggettive necessarie affinché quanto previsto dalla legge (art.7, comma 8,
legge n.131 del 5 giugno 2003) trovi piena attuazione. La suddetta richiesta di
parere deve essere sottoscritta da un organo rappresentativo della collettività
amministrata (Presidente, Sindaco, Presidente del Consiglio) ovvero da organi
appositamente delegati. Il parere per essere ammissibile esige che le
questioni da trattare contengano i seguenti presupposti:
·
devono essere casi di
rilevanza generale e caratterizzati da astrattezza e non riferiti a casi
concreti;
·
devono riguardare l'interpretazione generale della normativa di
materia contabile e finanziaria degli Enti pubblici;
·
non debbono contenere riferimenti a scelte discrezionali di natura
politica;
·
non ci deve essere connessione diretta e immediata con
provvedimenti di gestione già adottati o da adottare;
·
non debbono esserci correlazioni con giudizi amministrativi,
civili o penali in corso;
·
non devono contenere collegamenti con le funzioni giurisdizionali
e requirenti della Corte dei Conti;
Elenco degli enti locali che hanno inoltrato richieste nell’anno 2010
|
ENTE RICHIEDENTE |
NUMERO ABITANTI |
|
|
7.709 |
|
|
19.829 |
|
|
21.374 |
|
Comune di
Collesalvetti |
16.919 |
|
|
10.532 |
|
Comune di
Montecatini Val di Cecina |
1.883 |
|
|
11.692 |
|
|
6.145 |
|
|
14.187 |
|
Comune di
Castelnuovo Berardenga |
9.133 |
|
Comune di
Chianciano Terme |
7.447 |
|
|
23.036 |
|
|
47.955 |
|
|
14.341 |
|
Comune di Monte San
Savino ( 3 richieste) |
8.754 |
|
|
9.165 |
|
|
628 |
|
|
24.931 |
|
Comune di Pomarance |
6.054 |
|
|
3.578 |
|
Comune di Quarrata |
25.379 |
|
|
32.488 |
|
|
64.503 |
|
Comune di Campiglia
Marittima |
13.339 |
|
|
3.927 |
|
Comune di San
Casciano |
17.215 |
|
Comune di San
Giuliano Terme |
36.871 |
|
|
188.011 |
|
|
371.282 |
|
|
65.573 |
|
Comune di Pisa |
88.217 |
|
|
161.131 |
|
Provincia di Massa
Carrara ( 2
richieste) |
203.801 |
|
Provincia di Lucca |
393.363 |
|
Provincia di Prato |
250.132 |
|
Unione dei Comuni
della Val di Merse |
|
|
Unione dei Comuni
Valdichiana |
|
In totale 46 richieste
pervenute da 33 Comuni ( di cui 5 Comuni capoluogo, 4
sotto i 5.000 abitanti, ed i restanti 24 Comuni fra i 6.000 e i 50.000 abitanti
) – 3 Province e 2 Unioni di Comuni.
Le
richieste pervenute al CAL, verificate ed inoltrate alla Sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti, notevolmente aumentate di numero nel corso del
2010 (tendenza per altro ampiamente confermata anche nei primi mesi del 2011), hanno
per oggetto tematiche che possono essere ricondotte ad alcuni filoni
ricorrenti. Ad una analisi seppur sintetica dei quesiti posti, quelli relativi
a problemi legati alla gestione del personale sembrano, anche nel 2010 come
negli anni precedenti, essere i più frequenti, seguiti a distanza dalle tematiche riconducibili a
questioni inerenti la predisposizione del Bilancio e il funzionamento degli
organi istituzionali.
Nella tabella che segue sono
state raggruppate le richieste per tematiche:
|
TEMATICHE DI
RIFERIMENTO |
NUMERO QUESITI |
|
Personale |
24 |
|
Bilancio |
8 |
|
Funzionamento organi istituzionali |
5 |
|
Aziende partecipate |
3 |
|
Interpretazione norme regionali e statali |
2 |
|
Tributi |
2 |
|
Contratti forniture servizi |
1 |
|
Contenziosi con privati |
1 |
4.1
Il sito web
L’ elemento fondamentale di comunicazione fra il Consiglio e gli Enti locali è senza dubbio il sito web del Consiglio
delle autonomie locali.
Si tratta infatti di uno
strumento indispensabile per la
cooperazione tra regione e autonomie locali.
Il sito si pone fondamentalmente due priorità: da
una parte, aiutare i cittadini che,
consultandolo, possono capire meglio i
diversi ruoli di programmazione e di gestione che spettano alle diverse
articolazioni della pubblica amministrazione locale; dall’altra, offrire ad
amministratori locali ed operatori un servizio di tempestiva informazione su questioni
di rilevante interesse per gli enti locali.
·
I pareri espressi dalla Corte dei Conti su
richiesta dei singoli Enti
4.2 Le
pubblicazioni
Nel corso del 2010 il Consiglio delle autonomie locali ha
pubblicato i seguenti volumi:
- RAPPORTO ANNUALE DI
ATTIVITA’ 2009
- Il GOVERNO LOCALE IN
TOSCANA ( IDENTIKIT 2009)
Ha, inoltre, collaborato insieme al CNR, all’Accademia della
Crusca, alle Università di Firenze, Catania, Modena e Reggio Emilia alla
elaborazione e alla stesura del “Manuale
di redazione degli atti amministrativi”.
4.3.1 Le rassegne
4.3.2 I convegni
Nel 2010 il CAL ha organizzato 4 Convegni:
1) Amministratori locali in Europa -
21 maggio 2010 - Consiglio Regionale –
Firenze Presentazione della ricerca SWG “
partecipare ai progetti europei: indagione tra le amministrazioni comunali in
Toscana”
Programma:
Introduzione
Marco
Filippeschi, Presidente del
Consiglio delle Autonomie locali, Sindaco di Pisa
Alessandro
Pesci, Segretario generale ANCI
Toscana
Presentazione della ricerca
Enzo
Risso, Direttore della società di ricerche sociali e politiche SWG
Tavola rotonda
Paolo
Bartolozzi, Parlamentare europeo
Leonardo
Domenici, Parlamentare europeo
Alessandro
Cosimi, Presidente
2) Il governo locale in
Toscana – Identikit 2009 – 23 luglio 2010, Consiglio Regionale –Firenze
Programma:
Introduzione
Riccardo
Nencini, Assessore al Bilancio ed
ai rapporti istituzionale della Regione Toscana
Presentazione della ricerca
Giovanni
Maltinti, Dirigente IRPET
Conclusioni
Marco
Filippeschi, Presidente del
Consiglio delle Autonomie locali, Sindaco di Pisa
3) Riforma costituzionale, Camera delle
Regioni e delle autonomie locali, ruolo dei Consigli delle autonomie locali -
18 novembre 2010 - “Dire e Fare” – Firenze
Programma:
Introduzione
Alberto Monaci, Presidente del
Consigli regionale della Regione Toscana
Relazioni
Fondamenti
costituzionali e prospettive di un Senato federale
Stefano Merlini, Università di Firenze
Regioni e
sistema delle autonomie. Il ruolo del Consiglio delle autonomie locali fra
concertazione e consultazione
Giovanni Tarli Barbieri, Università
di Firenze
Conclusioni
Marco Filippeschi, Presidente del Consiglio delle autonomie locali della Toscana
4) Presentazione del manuale: regole e
suggerimenti per la redazione degli atti amministrativi - 19 novembre
2010 - “Dire e Fare” - Firenze
Programma:
Introduzione
Maurizio Bettazzi - Vicepresidente
del Consiglio delle Autonomie locali -Presidente del Consiglio comunale
di Prato
Presentazione
del Manuale
Marina Pietrangelo - ITTIG – CNR
Stefania Iannissotto -Accademia della Crusca - Università di
Firenze Sebastiano Faro - ITTIG – CNR
Conclusioni
Pietro Mercatali - ITTIG - CNR
5. Appendice
Componenti in carica nel 2010
|
|
|
Presidente Ufficio di
Presidenza |
|
Componenti di diritto 1 Roberto VASAI - Presidente
della Provincia di Arezzo SINDACI
COMUNI CAPOLUOGO 1
Giuseppe FANFANI
- Sindaco del Comune di Arezzo |
|
Componenti
elettivi PRESIDENTI
CONSIGLI PROVINCIALI 1 Consuelo ARRIGHI - Presidente del Consiglio
provinciale di Pisa PRESIDENTI COMUNITA’ MONTANE 1 Riccardo MARZI - Presidente della CM della
Val Tiberina PRESIDENTI CONSIGLI COMUNALI 1
Maurizio BETTAZZI - Presidente del Consiglio comunale di Prato |
Il Consiglio delle Autonomie locali è
coadiuvato, per i profili tecnico-organizzativi, da un Settore di assistenza.
Nel 2010 era così composto:
·
Liliana Fiorini, Dirigente
·
Lucia Bianchi, Funzionario
·
Paolo Cappelleto, Funzionario
·
Gemma Favilli, Comunicazione – Segreteria
·
Sabrina Barbieri, Segreteria